Cairo
Cairo ieri è uscito dallo stadio “sbattendo la porta”, dichiarando di non aver niente da dire, contrariamente ai tifosi, che invece di cosa da dire ne avrebbero tante.

Il Torino esce dalla Coppa Italia, esattamente come un anno fa: stesso punteggio, avversario diverso. Il lunedì granata è un risveglio colmo di polemiche, molte delle quali indirizzate all’allenatore e al Presidente, ognuno per le proprie responsabilità. I tifosi contestano a Mazzarri la poca propensione al coraggio e di dare alla squadra un gioco sterile. Urbano Cairo, dal canto suo, è additato per le solite motivazioni: la mancanza d’investimenti, la poca volontà di far salire di livello la squadra e una mentalità indirizzata più ai risultati economici che quelli sportivi.

E’ passato solo un anno, questa volta però non ci sarà nessun esonero dell’allenatore, contrariamente alla sorte di Sinisa Mihajlovic, che perse la panchina granata con due punti in meno in classifica e l’uscita agli ottavi di Coppa Italia. L’allenatore serbo pagò alcune mancanze a livello tattico, oltre l’aver forzato qualche investimento azzardato. Mazzarri, dal canto suo, ha migliorato nettamente la fase difensiva, contrariamente all’attacco, dove le occasioni da gol sono diventate una rarità. La situazione non è tanto diversa da allora se guardiamo la classifica, cambiano leggermente le condizioni, ma non è una giustificazione sufficiente per i tifosi che, dopo l’uscita dalla Coppa Italia, sentenziano già una nuova stagione mediocre.

Cairo ieri è uscito dallo stadio “sbattendo la porta”, dichiarando di non aver niente da dire, contrariamente ai tifosi, che invece di cosa da dire ne avrebbero tante. Gli umori dopo la vittoria in Campionato contro l’Empoli erano ben diversi rispetto a ieri, la sconfitta contro la Fiorentina è riuscita a ribaltare completamente la situazione. Oggi non valgono più neanche le scuse legate ai tanti episodi avversi capitati in stagione, perché la sensazione è che il Torino sia sempre lo stesso, incapace di avere una propria identità, in contrasto all’ottima propensione a farsi del male da solo.

Cairo questo lo sa bene, il problema è che lui stesso non vede la soluzione al problema, forse è più facile lasciare l’allenatore da solo a fare il suo lavoro e, nell’eventualità, esonerarlo nel caso non arrivino i risultati. Anche ieri la società non s’è vista, dirigenti e simili che vivono nel loro eterno silenzio, quasi a voler volontariamente evitare domande “scomode”, come ad esempio quelle di mercato.

I tifosi vorrebbero dire tante cose, anche se forse non è il momento giusto, ora c’è un impegno difficile che si chiama Roma, una gara che dovrebbe sapere di riscatto, non solo per l’uscita dalla Coppa, ma anche per quanto successe nella gara d’andata, dove il Torino fu beffato all’ultimo secondo, pur giocando una gara migliore dei capitolini. Una partita che sarà la svolta della stagione granata, una vittoria cancellerebbe tutto in pochi secondi, una sconfitta potrebbe aprire le porte dell’inferno.

FVCG
Beppe