Mazzarri-dubbioso
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WM: dal Grande Torino al Grande Toro? Di Domenico Bencivenga

Quando nello scorso campionato, dopo un derby perso (in questo caso si parla della stracittadina di Coppa Italia) all’aurora del 2018 (precisamente il 3 gennaio e fu un 2 a 0 interno per i bianconeri), più per i propri demeriti che per i meriti dell’avversario e per delle situazioni di gioco davvero sfortunate, il Presidente Urbano Cairo prese la dolorosissima decisione di esonerare il vulcanico serbo Sinisa Mihajlovic, per finire nelle amorevoli cure di Walter Mazzarri, tutti, dagli addetti ai lavori ai tifosi, hanno pensato alla maestria della strategia, della tattica e degli schemi. Assolutamente sì, WM è l’impersonificazione della cura maniacale e totale dei dettagli. Quello che stiamo vivendo è un Toro che ha una fase difensiva molto attenta, una fase di transizione molto rapida ed efficace e una fase offensiva che crea imbarazzi alla squadra avversaria. Ironia della sorte, il WM (il 3-2-2-3) ha rappresentato il famoso Sistema inglese di Herbert Chapman che si contrapponeva al WW (il 2-3-2-3), il Metodo inventato da Vittorio Pozzo e dall’austriaco Hugo Meisl: entrambi i moduli tattici furono l’inevitabile evoluzione de La Piramide (il 2-3-5) e dopo le modificazioni apportate alla regola del fuorigioco che ebbe un’autentica rivoluzione nel 1926. Ma soprattutto il WM era il Sistema di gioco che ha fatto leggendario il Grande Torino del Presidentissimo Ferruccio Novo! Walter Mazzarri e il WM hanno in comune un grande colore: il Granata! Finalmente si riuscirà a traslare dall’immensità di un passato glorioso del Grande Torino alla ritrovata gloria attuale di un Grande Toro? Secondo noi, sì! Il Torino 2018-2019 è un autentico Toro da monta: tutti gli allenatori hanno timore di affrontare i Ragazzi e i Rapaci del Gol (stiamo parlando de Il Gallo, il Capitano Andrea Belotti, e Il Falco, il convergente Iago Falque) di WM! Stiamo parlando di un Toro muscolare, speculare, attento, granitico, estroso e fantasioso! Insomma, multi pelle: il buon WM non è così rigido come si vuol fare credere: è invece molto duttile e anche più volte a partita in corso. E’ capace di passare da un 3-4-1-2, a un 3-5-2 (che, comunque sia, rappresenta tatticamente la sua base di partenza), fino a un 3-5-1-1 e senza disdegnare l’ulteriore alternativa del 4-3-3. Non solo: la fase difensiva bassa, con la sua linea a 5 (con i due esterni della linea mediana che vanno ovviamente in copertura), rappresenta, il più  delle volte,  un vero imbarazzo per la potenziale densità offensiva dell’avversario di turno. Addirittura contro la Roma, nella prima di Campionato di quest’anno, sulle ripartenze basse dei giallorossi da pallone da fermo, abbiamo assistito più volte a un Toro che si schierava con un 3-3-2-2 davvero arcigno da scardinare per una Roma abituata a creare gioco con i suoi difensori di qualità. Oltre al fatto, che Walter Mazzarri è molto bravo a limitare i danni critici e a fare rimanere in vita il suo Toro: tutto questo lo si è visto nella prestigiosa amichevole estiva dell’Anfield Road Stadium, contro i Vice Campioni d’Europa del Liverpool, e allo Stadio San Siro, contro la corazzata milanese dell’Inter nella seconda giornata di Campionato! Sarà finalmente Grande Toro? Lo ripetiamo, per quanto visto fino ad adesso, soprattutto con le grandi (comprese anche il Milan, la Juventus e la Lazio), secondo noi, assolutamente sì!

Domenico Bencivenga

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