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Il Toro rappresenta la nuova sfida del tecnico di San Vincenzo. L’obiettivo è plasmare i granata come fece con il Napoli

Walter Mazzarri alla riscossa, dopo l’avventura non del tutto felice in Premier con il Watford è tornato in Italia dove proprio un anno fa accettò con entusiasmo la chiamata di Urbano Cairo al Toro per sostituire l’esonerato Sinisa Mihajlovic.
Il tecnico toscano è di quelli orgogliosi e affamato di gloria e al Toro sembra si sia identificato nel migliore dei modi. E ad un anno esatto dalla sua gestione, ora vuole, esige, pretende il salto di qualità da un gruppo di ragazzi che deve assolutamente centrare l’obiettivo Europa.
Ora è arrivato il momento di svoltare, inutile nascondersi dietro a sterili e vuote parole.

Manca poco per la svolta, eppure qualcosa ancora manca, il solito centesimo per fare una lira.
Serve più consapevolezza, maggior continuità e il gioco è fatto.
E da qui nasce per certi versi l’analogia con il primo Napoli di Mazzarri, quello che sorprese tutti. Per certi versi c’è da dire che questo Toro ha persino qualcosa in più di quel che poi lo ricordiamo arrivò terzo in classifica, centrando l’insperato quanto incredibile traguardo di una qualificazione in Champions League.

Era il 2011 quando Mazzarri a sorpresa propone di inserire a inizio stagione il premio per un’eventuale qualificazione per la Champions.
Il presidente De Laurentiis accettò con il sorriso e poi clamorosamente, quel Napoli arrivò in Champions.
E quel Napoli non era una squadra di fenomeni. C’era il trio delle meraviglie composto da Hamsik-Cavani-Lavezzi, vero, ma in difesa e a centrocampo figuravano Michele Pazienza, Fabiano Santacroce, Salvatore Aronica e Gianluca Grava, solo per citarne alcuni, non proprio dei nomi altisonanti, ma che con Mazzarri vissero la stagione migliore della loro carriera.

Mazzarri crede in questo Toro. «Siete più forti del mio Napoli» è il messaggio spedito più di una volta ai suoi giocatori, proprio per spronarli a dare ancora di più e cercare di eliminare quei limiti mentali che ancora, troppo spesso, riaffiorano nel momento che dovrebbe essere quello della svolta. Ora bisogna necessariamente voltare pagina, il primo mese del nuovo anno sarà durissimo: i viola in coppa, Roma, Inter, Napoli e Atalanta nelle prime sei giornate di campionato. Il Toro è chiamato al test con le big, un girone fa con le stesse avversarie vennero collezionati appena due punti: fin da subito Mazzarri pretende il salto di qualità.

E se il Presidente Cairo mettesse in palio un premio qualificazione Champions?