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E’ stato uno dei prodotti meglio riusciti del vivaio granata, esordendo in Serie A alla tenera età di diciotto anni, poi due anni in prestito al Cesena in B prima di tornare sotto la Mole conquistando in breve tempo il posto da titolare fino ad indossare anche la meritatissima fascia di capitano. Con il Torino vivrà vari momenti, dalla seconda storica retrocessione in B del 1989, alla vittoria della Mitropa Cup, il terzo posto in campionato senza dimenticare la finale di Coppa Uefa persa contro l’Ajax.

Per esigenze di bilancio, anche lui, dopo sette anni consecutivi e nove in totale, lascia la Mole accasandosi alla Lazio, con cui in sole tre stagioni conquista un quinto, un quarto ed un secondo posto in campionato, realizzando ben quindici reti, mantenendo una media di uno ogni sei partite, tantissime per il ruolo ricoperto. Sfiorato lo scudetto, ritorna in maglia granata, dove chiuderà la carriera con una nuova retrocessione, di cui non sarà colpevole, e due stagioni tra i cadetti.

Giocatore di grande classe, non ha incredibilmente mai avuto modo di esordire in nazionale, nonostante la convocazione per gli Europei del 1988 in cui però non ebbe mai la possibilità di scendere in campo, lascerà un ricordo positivo per entrambe le tifoserie. Appese le scarpette al chiodo, con il Torino ha ricoperto prima il ruolo di Team Manager e poi di Direttore Sportivo nel biennio tra il 2003 ed il 2005.

Il rendimento con le due squadre

Rendimento con il Torino
(302 presenze e 18 reti complessive)

Rendimento con la Lazio
(99 presenze e 15 reti complessive)