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Nella notte dei Gazzetta Sport Awards 2018 Cairo carica il Toro in vista della sfida contro il Milan

Urbano Cairo prova a non farsi contagiare da tanto entusiasmo,

«Resto prudente ma  contentissimo di questo sesto posto, preferisco festeggiare alla fine per una gioia più grande»

e dalla notte vissuta a Milano per i Gazzetta Sports Awards sprona i suoi a vivere una notte orgogliosamente da Toro.

«Mi aspetto che il Toro giochi una grande partita a San Siro, uno stadio che resta la Scala del calcio e per un calciatore fare bene a San Siro è sempre uno stimolo particolare,un momento speciale di una carriera. Abbiamo davanti a noi una gran partita, anche molto impegnativa perché il Milan, nel quale rientra Higuain, è una squadra notevole. Noi dobbiamo essere al meglio e dare il massimo».

E cita il grande Eduardo De Filippo. «Lo diceva anche De Filippo: gli esami non finiscono mai, come testimonia questo campionato con una classifica stretta e compatta. Dobbiamo essere pronti a quest’esame. Certo, in questo momento siamo sesti e siamo molto contenti, ma non mi sbilancio – continua Cairo -: abbiamo davanti due partite molto dure contro il Milan e la Juventus, e subito dopo arriveranno anche il Sassuolo e la Lazio. Prima di completare il girone di andata avremo alcune partite notevolissime: dobbiamo cercare di interpretare ogni partita con quell’impegno che il nostro mister vuole dal gruppo e che serve per ottenere i risultati. Ma devo dire che i giocatori stanno entrando sempre di più in questa logica, è un fatto positivo».

«Quale sarà il segreto del Toro? Affrontare tutte le partite con quell’animo espugnandi, convinti di potercela giocare a viso aperto, anche se di fronte avremo squadre che sono costate molto di più di noi.E questo vuol dire cercare di fare delle cose molto speciali.

Tutti i momenti del campionato sono della verità, quest’anno ne abbiamo già avuto chissà quanti. Se ogni partita la giochi come si deve ti porta un bel carburante di autostima, viceversa è un momento della verità in negativo. Quello che conta è continuare a giocare come abbiamo fatto finora sbagliando pochissime partite, e in alcuni casi siamo stati un pochino penalizzati un po’ dai nostri errori e un po’ dalle decisioni arbitrali. Ma quello che conta è guardare avanti: dobbiamo continuare su questa strada».

«Il Pallone d’oro a Modric? Ha fatto un Mondiale strepitoso, ha vinto la Champions, credo che abbiano voluto anche un po’ cambiare rispetto agli ultimi anni: Modric ha ottenuto qualcosa in più rispetto a Ronaldo, che ne aveva già vinti molti. É una vittoria giusta».

Ai Gazzetta Sports Awards c’è anche Icardi e così risponde a chi gli chiede se gli piacerebbe averlo nel Toro: «È un grande giocatore, ma io ho degli attaccanti che non sono da meno, da Belotti a Zaza, che si riprenderà, a Iago che ha dimostrato una grande continuità. Sono molto contento dei miei, me li tengo stretti».

«Io da ragazzino ero “riverista” più che milanista, amavo Gianni Rivera, ma devo dire che sono stato anche milanista. La mia seconda squadra era il Toro, già allora c’era dentro di me questa passione per il Toro perché mia mamma da grande tifosa granata mi ha insegnato a tifare per il Toro. Avevo due squadre, ma oggi non c’è più partita…».