Gallo-esulta
Il Toro non muore mai e anche contro il Genoa lo ha dimostrato.

Il Toro non muore mai e anche contro il Genoa lo ha dimostrato. La squadra, dopo il goal di Kouamé, sarebbe potuta crollare sul piano della mentalità dopo essersi vista in svantaggio contro un avversario rimasto in 10 uomini, rischiando di sprecare l’opportunità di scavalcare momentaneamente il Parma, sconfitto dal Milan a San Siro, e il Sassuolo fermato sullo 0-0 dall’Udinese. Invece no. Il Toro ha saputo reagire trovando dopo 10 minuti il goal del pareggio in pieno recupero di primo tempo. A questo punto sarebbe sufficiente aspettare il duplice fischio dell’arbitro accontentandosi del pareggio per poi provare a vincerla nei successivi 45 minuti. Invece i Granata provano a sfruttare anche quegli ultimi secondi di primo tempo e si conquistano un rigore che, realizzato dal Gallo Belotti, gli permetterà di essere in vantaggio all’intervallo, di ottenere i tre punti e, soprattutto, il momentaneo sesto posto ovvero qualificazione diretta ai gironi di Europa League. Mi sento in dovere di parlare della prestazione di Cristian Ansaldi che, aldilà della rete che ha permesso al Toro di riagguantare il pareggio, è stato senza dubbio il migliore in campo. Sin dal primo minuto ispira tutte le azioni più pericolose, come appena detto trova un gran goal in un momento molto delicato del match e fino alla fine della partita si rivelerà un incubo per l’attacco genoano. Prestazione a tutto campo. Sempre tra i migliori, come ormai quotidianamente, troviamo un Meitè che, nel giro di pochi mesi, è diventato un elemento imprescindibile del centrocampo granata. Ci mette costanza e condisce la sua prestazione con diverse giocate molto utili e di pregevole fattura. Combina senso tattico e intensità ed è bravo a cercare molto spesso di servire verticalmente i nostri attaccanti. Proprio sull’attacco mi voglio soffermare. Da una parte possiamo nuovamente elogiare il nostro numero 9 che, dopo un brutto inizio macchiato da tratti di egoismo, palloni persi e il chiaro errore sul goal del Genoa, si riprende dopo aver trasformato il calcio di rigore (non li sbaglia più). Si mette più a disposizione della squadra e riesce a rendersi più volte pericoloso nel secondo tempo. Dall’altra un Simone Zaza con una prestazione diametralmente opposta. Nei primi 45 minuti  fa molta fatica tatticamente e scompare dal gioco. Nella ripresa solo un tentativo respinto da un difensore e un tiro timido in diagonale. Rischia l’espulsione per un intervento molto pericoloso ai limiti del cartellino rosso. Si divora un goal nel finale stoppando male la palla solo davanti al portiere che gli chiude la strada e appare come l’unico realmente in difficoltà per tutto l’incontro. Credo proprio che Zaza dovrà farsi un esame di coscienza prendendo la partita di Belotti cercando di capire perché il Gallo (che, comunque, ha avuto anche lui delle evidenti difficoltà in diversi tratti del match) riesce a fare certe cose e lui no. Stando alla prestazione di oggi credo che una partita con la Primavera nel prossimo turno non sarebbe neanche una punizione severa e, se dovesse continuare così anche nelle prossime settimane, a gennaio gli converrebbe guardarsi attorno. Adesso ci aspettano due match impegnativi, prima il Milan e poi il Derby. Saranno due incontri fondamentali per le ambizioni europee granata.

FVCG
Alessandro