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Presentazione del nuovo sponsor Invent e le parole dello spagnolo granata Iago Falque

Come da programma, conferenza stampa presso la conference room dello stadio Grande Torino dove è stato presentato il nuovo sponsor granata Invent.
A fare gli onoro di casa il direttore operativo Alberto Barile accompagnato per l’occasione da Ilenia Arnolfo di Torino Channel e Iago Falque in rappresentanza della squadra granata come testimonial dell’evento.

L’introduzione di Alberto Barile

“Invent è un’azienda completamente italiana, nata nel 2006, un’azienda giovane, che ha fatto dell’energia rinnovabile la sua forza. Ci sono piaciuti subito per serietà, organizzazione e prospettive: siamo contenti di averli al nostro fianco per questo progetto che consiste in un’iniziativa interessante per la nostra tifoseria”.

Le parole di Sante Bortoletti di Invent.

“Onorato di entrare a fare parte della famiglia granata. Noi siamo partiti nel 2006 con il primo brevetto nel fotovoltaico e già allora facemmo parlare di noi. Ora presentiamo il nuovo modulo fotovoltaico. Immaginate di poter vedere uno stadio o la facciata di un hotel con una parete che produca energia e allo stesso tempo fornisca un importante effetto di luce. Oltre che essere operativi nel fotovoltaico, lavoriamo in tutta Italia nel campo di luce e gas. Noi oggi presentiamo la nostra ricarica. Come succede per il telefonino, noi abbiamo messo a disposizione di tutta la tifoseria del Torino una ricarica energetica. 4000 kilowattora per chi decide di portare da noi le sue utenze di luce e gas. Insomma, per una famiglia significa non pagare luce e gas per 15/18 mesi. Aggiungiamo che tutta l’energia che noi offriamo è prodotta da fonti rinnovabili”.

Parola a Iago Falque

 E’ una pausa lunga perchè quando arriva un risultato deludente la sosta è più difficile da affrontare. Il mister ci ha parlato subito dopo la partita e abbiamo ricaricato le pile in tre giorni di riposo che sono serviti per dimenticare questa partita. Ora testa a Cagliari: non possiamo guardare tanto indietro.

Ha detto il mister che il Parma era una prova di maturità che abbiamo mancato e ha ragione. Ma ora dobbiamo pensare al Cagliari. Abbiamo giocatori di esperienza che hanno giocato in squadre importanti. Ora dobbiamo trovare continuità, non possiamo avere questi alti e bassi.

Io penso che la continuità la stavamo trovando perchè arrivavamo da sei risultati positivi sebbene anche in questi c’è stato qualche rammarico come a Bologna. La sconfitta con il Parma nessuno se la aspettava. Non abbiamo saputo gestire i momenti negativi della partita, forse per troppa voglia di fare i tre punti. Comunque è andata così. Ma penso che la continuità a parte questa sconfitta la stavamo trovando. Perchè la squadra ha fatto ottime partite come quelle con Fiorentina e Sampdoria”.

Il rinnovo con il Toro? Ne stiamo parlando, ma non è in discussione la volontà mia come del club di continuare il rapporto. Io voglio stare qui, presto o tardi il rinnovo si farà.

Ci dobbiamo confrontare tutti e poi ripartire ancora più forte di prima, convinti delle nostre possibilità, correggendo però gli errori che ci sono stati. Potevamo fare meglio, lo sappiamo. Ma nel calcio il passato non conta, conta il presente e il futuro. Abbiamo ancora tante partite per fare punti, e comunque siamo ancora in corsa. Una vittoria ti porta in alto, una sconfitta ti fa passare nella parte destra della classifica. E’ un torneo molto equilibrato e non esistono risultati scontati.

 Siamo ancora in corsa per tutto. Penso che comunque rispetto agli anni scorsi giochiamo diversamente. Mi viene in mente il primo tempo con la Fiorentina: sono stati i migliori 45 minuti del Toro da quando sono qui. Negli altri anni non ho mai visto il Toro giocare così. Se avessimo vinto contro il Parma staremmo parlando in termini completamente diversi. Dobbiamo trovare equilibrio: sicuramente siamo dispiaciuti, ma io vedo i presupposti per fare bene. Senza metterci tanta pressione, noi dobbiamo essere consapevoli della nostra forza.

Io trequartista? Penso che per le mie qualità posso anche farlo, già adesso gioco più centrale rispetto a prima. Con gli anni che passano per forza mi dovrò accentrare. E’ vero che il Parma mi ha marcato con particolare attenzione. Ma devo fare autocritica: non ho fatto quello che il mister mi chiedeva. Per maturare serve fare autocritica e lo devo fare anche io. Quando ti raddoppiano devi essere bravo nello smarcamento. Dobbiamo fare tutti il salto di qualità. E’ bello vedere l’entusiasmo della gente, come dopo Marassi. Contro il Parma i tifosi si aspettavano qualcosa di diverso, è stato un peccato. Ma penso che bisogna essere positivi: quest’anno possiamo fare bene.

Con Pavoletti ho giocato poco, è un animale da area di rigore. Ma se devo scegliere mi tengo Belotti, è un attaccante che ha fatto 26 gol in Serie A. A Cagliari sarà dura ma l’anno scorso ci siamo arrivati in un momento difficile e abbiamo dato delle risposte. Lo dobbiamo fare anche stavolta.

Dei nuovi arrivati mi ha colpito tanto Meitè. E’ un giocatore di livello importante. Mi ha sorpreso, dobbiamo tenercelo a lungo.

Il pallone d’oro a chi lo darei? Lo darei a Messi, senza dubbio. E quello del Toro lo darei a Nkoulou”.

[Ringraziamo l’amico e collega Antonio Chiera per la foto dell’articolo]