Super Torino, Sampdoria ko

Poker dei granata, doppietta di Belotti. In goal anche Iago Falque e Izzo, inutile la rete di Quagliarella”. Queste frasi sopracitate si avvicinano molto ai titoli delle principali testate sportive di oggi ed elogiano una squadra che, dopo una partenza a rilento e una risalita con qualche scivolone nei risultati e nelle prestazioni, batte la Sampdoria (una delle migliori difese del campionato) rifilandole ben 4 goal e portandosi a quota 17 punti in classifica, IN ZONA EUROPA LEAGUE. Certo, la classifica è molto corta e dal sesto posto al quindicesimo ballano solo 6 punti di differenza. Ma noi, in questo momento, a pari partite giocate con le altre 19 squadre di Serie A, siamo in zona Europa League. E non siamo in questa posizione nè per casualità nè per favoritismi della sorte. Siamo al settimo posto perché ce lo meritiamo, perché oggi abbiamo giocato una partita a dir poco perfetta, macchiata solo da alcuni piccoli errori di concentrazione (che non devono esserci e dobbiamo lavorare per far sì che non avvengano cali). Perché contro una squadra che fa della ripartenza veloce in contropiede uno dei suoi punti di forza e che le ha permesso di vincere numerosi incontri, ci siamo presi il rischio di pressare alto da subito. Guardando la partita di ieri mi sono accorto di quanto nella nostra formazione titolare sia importante un elemento, un elemento che di nome fa Lorenzo e di cognome De Silvestri. È uno dei giocatori più importanti che abbiamo in rosa perché, oltre ad essere un riferimento in campo per tutta la squadra, dalla sua prestazione dipende quella di Belotti. Il Gallo Belotti, proprio lui che oggi torna ad alzare la cresta in maniera inaspettata ma decisiva. L’azione del primo goal si sviluppa sulla fascia destra. Cross al bacio di De Silvestri e, in arretramento, colpo di testa vincente del Gallo che impatta la palla dandogli forza e velocità indirizzandola nello specchio. Lo stesso Gallo Belotti che controlla come in pochi sanno fare un pallone lanciato da 31 metri più indietro, anticipando Audero e facendosi travolgere guadagnandosi un rigore. Lo stesso Gallo che subito si rialza, si dirige verso il dischetto, che si fa passare il pallone che fa girare velocemente nelle mani e che poi posiziona con cura sul dischetto. A quel punto inizia a crescere la tensione. Ma Andrea Belotti affronta il momento con la freddezza giusta. Guarda l’arbitro aspettando il suo fischio, si prende qualche secondo di tempo in più per far aumentare la fiducia che ha in sé stesso in quel momento. Poi parte, guardando a terra e guardando il pallone che, appena colpito, si dirige verso l’angolo alla sua sinistra. Ha già visto, con la coda dell’occhio, che Audero si è buttato dalla parte opposta ma aspetta ancora un attimo prima di alzare lo sguardo. E quando, finalmente, lo fa sulla sua faccia spunta un sorriso di liberazione e di felicità che rallegrebbe chiunque. In quel momento ho intravisto l’Andrea Belotti di due anni fa e un brivido mi ha percorso la schiena per un attimo. Spero vivamente che torni il Gallo di un biennio fa e, ad essere sincero, lo ho rivisto anche nel secondo tempo, quando si coordina perfettamente e impatta di sinistro al volo il pallone crossato da Ola Aina che, però, non riesce ad angolare troppo permettendo ad Audero di respingere la conclusione in tuffo e di negargli una tripletta che, tutto sommato, sarebbe stata meritata. Devo essere sincero, forse io stesso ho esagerato con le critiche a Belotti; forse io stesso adesso lo sto elogiando troppo, ma è quello che mi sento di fare a seconda delle sue prestazioni. Perché le sue prestazioni sono queste: o ti fa “saltare i nervi” oppure “ti fa esplodere di gioia”. La stessa gioia che ho provato nel vedere l’ennesimo cross di De Silvestri indirizzato perfettamente all’interno dell’area di rigore blucerchiata, nel vedere un’ottima sponda di Aina per Iago Falque e nel vedere la conclusione dell’argentino che vale il goal dello 0-3. Cosa dire di Iago Falque: lui c’è sempre; gli basta un passaggio, anche difettoso, poi al resto ci pensa lui. Punta l’uomo, si accentra verso il cuore del campo e fa partire un sinistro a giro che, o finisce nello specchio della porta, o termina fuori di poco. È quel giocatore che, con una giocata al 90′, può risolvere i problemi che la squadra ha avuto per tutti gli altri 90 minuti. Questa descrizione abbreviata in due parole e in un calciatore: Iago Falque. Sorvolo sull’episodio del rigore dove però non mi vergogno a dire che Baselli commette un’ingenuità che rimette in partita la Samp nonostante Sirigu avesse neutralizzato il rigore battuto da Quagliarella (che, ovviamente, non ha esultato anche se non sapremo se non lo ha fatto per rispetto o per il risultato ma io, personalmente, credo che una persona sportiva e rispettosa come lui non avrebbe mai esultato in faccia ai colori granata). La partita, nonostante tutto, si conclude con il Torino che torna a +3 goal. In occasione del primo calcio d’angolo battuto nel match, la palla viene prolungata da Izzo che poi, a seguito di un doppio rimpallo, si trova nuovamente la sfera sui piedi e per il difensore granata è facile facile spingere dentro il pallone che vale l’1-4. A quel punto la partita cala notevolmente d’intensità fino al fischio finale con una Sampdoria che si arrende e con un Torino che domina in tutti i reparti. Per la prima volta dopo tanto tempo mi sono emozionato guardando il Toro giocare a calcio in questi poco più di 90 minuti e, considerato che l’ultima volta che successe fu in una partita d’Europa League, spero vivamente che ciò porti bene. Concludo facendo i complimenti a Nicolò Frustalupi, vice (e talismano) di Mazzarri per aver saputo gestire la squadra nel corso del match. Francamente trovo che la percentuale di merito della vittoria della squadra che viene data all’allenatore debba essere, a sua volta, divisa con il vice e quindi oggi che Mazzarri non c’era, i complimenti sono d’obbligo. Concludo dicendo che ora il calendario è dalla nostra parte: prima di affrontare squadre blasonate come Milan e Juventus, abbiamo tre partite contro tre club ostici ma battibili (Parma, Cagliari e Genoa). Sarà molto importante arrivare ai big match cercando di ottenere il maggior numero di punti. A quel punto, la partita contro il Milan e, soprattutto, il derby, ci daranno una netta segnalazione che ci potrà far capire in che zona il Torino terminerà questo campionato.

Forza Toro sempre,
Alessandro Guadagna

Comments

  1. Aldilà di gettare acqua sul fuoco oltre che diffondere calma e sangue freddo come hanno intelligentemente fatto Mazzarri e Cairo bisogna riconoscere che ieri è stata fatta una partita praticamente perfetta, fermo restando qualche piccola sbavatura “umana” anche se da correggere.
    Questo inoltre non è successo contro il Cavatigozzi, ma contro la Samp a casa sua, così come, a parte demeriti nerazzurri, avevamo giocato un secondo tempo stellare a San Siro un mesetto fa.

    Certo, pensare ai punti che abbiamo perso per strada fa venire mal di testa, Var in primis e sciocchezze nostre in secundis ci impediscono di essere a ridosso della zona Champions, meglio distrarsi…..

    Non mi illudo che si possa giocare sempre in questo modo, certo la fisicità ed il livello tecnico del nostro centrocampo non lo scopriamo oggi, l’unica cosa che doveva riaccendersi era la luce in attacco, se la corrente continua ad arrivare ci sarà da divertirsi….

    1. Secondo me abbiamo già giocato così, seppur a sprazzi, il problema era la finalizzazione che ieri c’è stata in percentuale elevata. Ricapiteranno partite no, ma giocando sempre così saranno più goie che dolori.

      1. Anche io ricordo altre prestazioni interessanti, ma durate per minutaggi inferiori.

        E a ripeterci che non c’era chi la buttava dentro. Anche ieri non meno di 7…8 occasioni vere da goal. Solo che 4 sono entrate…

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