Mazzarri
Il secondo gol è frutto di una serie di errori individuali preoccupanti

Ricominciamo un’altra settimana pensierosi di ciò che poteva e non è stato, interrogandoci su come sia possibile subire una rimonta del genere da una squadra che si era mostrata nettamente inferiore ma che alla fine ha portato in cascina un punto che non avrebbe meritato. Si parla spesso di svarione del singolo (non solo difensivo, come quando divori una rete già fatta, o almeno cinque nel caso di ieri), o di errore tattico, nelle analisi di certe reti subite. Ma qui il discorso è differente: la prima rete può essere accettata, è frutto della casualità e di un legno che una volta respinge (sulle gambe dell’attaccante) e l’altra volta manda il pallone in porta, anche se sul il colpo di testa di Palacio, che ricorda da vicino quelli di Marazzina con il Torino, si poteva e doveva fare molto meglio; la seconda rete è il fulcro del problema su cui ruotano i mille dubbi in merito al pareggio contro il Bologna, perché qui non si parla di un errore del singolo, bensì di una serie di errori dei singoli. Il retropassaggio azzardato, il cross insensato di Sirigu che in pressing avrebbe dovuto allontanare il più possibile il pallone (anche in fallo laterale per intenderci), Berenguer che si addormenta facendosi anticipare, Djidji che al limite dell’area di rigore mette il piedino con la convinzione di chi è certo si tratti di un peluche ed infine ancora Sirigu che su un tiro centralissimo si tuffa sulla sua destra mostrandosi nell’occasione poco reattivo. Qui, il problema, è più realisticamente riscontrabile nella mentalità collettiva, la sufficienza di una squadra che avanti 2-0 ha già la certezza di poterla traghettare fino alla fine, una consapevolezza demenziale, considerando la recidiva ed il poco tempo trascorso tra le due partite. Sarebbe meglio non parlare dopo le partite e trovare una soluzione quanto prima. I punti persi adesso potrebbero pesare come macigni al termine della stagione.