Coppitelli
Gara esterna piena di insidie per la Primavera di Coppitelli. Il Milan è in forte ascesa, con un Tsadjout difficile da fermare

Non è stato favorevole l’impatto della Primavera del Milan con il campionato. Anzi quasi drammatico, da dimenticare. Sconfitta a Napoli, dopo una gara svogliata ed opaca, debacle interna contro la Roma, ancora una caduta, molto sfortunata, contro la Juve a Vinovo, e, finalmente, la luce contro il Genoa, a scrollarsi dall’ultimo posto in classifica, denotando progressi di forma e di convinzione.

Riscossa rossonera nel segno di Frank Tsadjout. Con il recupero dell’attaccante originario del Camerun, ma nato a Perugia, il Milan ha ripreso a correre. Tsadjout, dal fisico statuario (h. 1,90), forte di testa, veloce e rapace (tre reti in due partite), ha trascinato di forza i rossoneri con le sue reti ed ora attende il Toro di Coppitelli. Pensando anche ad una vendetta da cogliere sulla squadra granata, che travolse il Milan nella duplice finale di Tim Cup.

E’ complessivamente una squadra giovane il Milan, figlia dell’Under 16, campione d’Italia con l’allenatore Lupi. Sono stati promossi in Primavera molti sotto-leva con due anni di anticipo, mentre la forza e la sostanza viene assicurata da sicuri fuori-quota: il citato Tsadjout (bloccato da un contratto fino al 2023), il combattivo Torrasi e Sanchez.

In porta conferma le sue brillanti doti un portierino dal futuro brillante, Matteo Soncin (2001), germogliato da una accurata selezione messa in opera dai dirigenti rossoneri, che, sulle orme di Donnarumma, hanno assicurato al Milan profili di giovani portieri molto promettenti ed intriganti, tutti nazionali di categoria: Plizzari (2000), Soncin appunto e Desplanches (2003). Brilla poi in difesa anche l’esterno Bellanova, mentre qualche problema esiste ancora con i centrali. Contro il Genoa, per compensare alla mancanza dei titolari, è stato schierato il ceco Stefan Simic, sceso dalla prima squadra. A centrocampo dirige le operazioni uno spigliato Torrasi, mentre in avanti, al fianco dello scatenato Tsadjout, galoppano il veloce Capanni e l’inventivo Haidara. Occhio poi agli ultimi due arrivati. Entrambi attaccanti, entrambi classe 2001: il solido Tonin ed il figlio d’arte Maldini, già aggregato alla prima squadra. Il primo ha il gol nel sangue, il secondo segna con buona cadenza, ma fa anche segnare con i suoi continui assist.

Federico Coppitelli conosce perfettamente il valore del Milan, ma è oltremodo fiducioso su una crescita continua e costante del suo Toro. Squadra a trazione anteriore, con una coppia di attaccanti prolifica e manovriera, molto abile negli

spazi larghi. Millico è la vera sorpresa ed il capocannoniere del campionato, mentre Rauti continua nella sua positiva evoluzione agonistica e tecnica. Il tecnico granata deve, comunque, tamponare l’emergenza a sinistra, zona in cui dopo le partenze di Fiordaliso ed Oyewale, manca un convincente interprete, a meno che non si voglia optare per una difesa a tre con l’inserimento definitivo di Ambrogio. Certo è che in settimana Coppitelli ha provato diverse soluzioni, con possibilità di schieramenti alternativi anche in corso d’opera.

Il tecnico granata ha poi sollecitato anche i due ex della partita: Moris Sportelli ed Emir Murati. Il primo, difensore centrale dalle buone prospettive, ha fallito già nel Torneo “Mamma Cairo” l’approccio in granata. Ma bisogna anche dire che era reduce da un fastidioso e lungo infortunio, mentre il secondo, centrocampista italo-croato dalle indiscusse doti, è stato a volte schierato in un ruolo non propriamente suo. Murati è un centrocampista centrale dalle spiccate attitudini offensive, capace di buoni inserimenti ed in possesso di un tiro teso e preciso, anche dalla lunga distanza. Ecco dalla gara contro i rossoneri potrebbe partire, in buona parte, il loro recupero, onde assicurare al Torino dei ricambi di assoluto valore nel corso di un campionato combattuto ed oltremodo livellato.

SalvaToro

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