De Luca
Focus del Corriere di Torino su Leonardo Candellone in prestito al Pordenone

Nell’edizione odierna del Corriere di Torino, intervista del collega Nicola Balice a Leonardo Candellone, 21 anni, prodotto del vivaio granata, ora in prestito al Pordenone dove sta facendo molto bene ed è il capocannoniere del girone B di serie C con 4 gol in 5 partite.
Il suo obiettivo? Chiaramente quello di fare sempre meglio, di crescere e di tornare al Toro seguendo le orme di Simone Edera amico e compagno dai giovanissimi.

Ecco una sintesi dell’intervista oggi sul Corriere di Torino

«Per me il Toro è dove un giorno cercherò di arrivare, l’obiettivo è quello di tornare in granata e giocarmi le mie carte. Non è facile passare dalla Primavera al calcio dei grandi, il mio si sta rivelando un percorso di crescita graduale ma in ogni passaggio mi sono sempre sentito seguito. Il Toro è stato il miglior vivaio possibile. E oggi spero davvero che la maglia granata sia anche il mio futuro.

Vorrei seguire le orme di Simone Edera. Siamo praticamente cresciuti insieme, dai Giovanissimi nazionali allo scudetto Primavera. Ci sentiamo spesso, abbiamo una chat su WhatsApp con tutto il gruppo di quegli anni. Penso anche a Mantovani, Procopio, Bonifazi e tanti altri. Scherziamo, ci prendiamo in giro. E ci sosteniamo l’un l’altro nei momenti di difficoltà.

In questi anni ho avuto la fortuna di giocare con continuità ma solo ora sto riuscendo a segnare con questa frequenza, ora non mi voglio fermare. Se tagliassi il traguardo dei 15 gol, aiutando il Pordenone ad arrivare il più in alto possibile, sarebbe perfetto. Questo sarebbe anche il modo giusto per convincere il Toro a darmi un’opportunità.

Il giocatore a cui mi ispiro? Mi piacciono gli attaccanti di movimento, non quelli statici. Il mio idolo è Luis Suarez del Barcellona. E poi Belotti. Ha fame, è generoso, penso che tutti i ragazzi che crescono nel vivaio del Toro si ispirino a lui. È un esempio per tutti noi».

Comments

  1. E’ tornata la passione per la maglia granata. Dopo anni in cui molti hanno “calpestato” questi colori, ritrovo in questi ragazzi quella “scintilla” di cui si è parlato, tante volte, a sproposito.

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