Sirigu-intervista
Ragazzo schivo e poco propenso alla platea, figuriamoci nelle proteste. Se Salvatore Sirigu alza la voce il motivo c’è ed è più che valido.

Il portierone granata ieri sera al termine della partita si è presentato per spiegare ai microfoni di Torino Channel quanto successo. E poi ancora l’orgoglio Toro con i colori azzurri.

Ecco le parole di Sirigu :

“La prestazione è stata nel complesso buona. C’è stato un momento, quando abbiamo preso il 2-1, in cui abbiamo scollegato il cervello. E’ una cosa che non dovrebbe succedere. Siamo usciti un po’ dalla partita, il Frosinone ha poi fatto il 2-2. Poi invece siamo stati bravi. L’anno scorso è successo, anche in casa, di vincere 2-0 e pareggiare 2-2, ad esempio col Verona. Siamo stati bravi a tornare a fare quel che si faceva nel primo tempo. Il mio contributo dalla porta? Cerco di far restare tutti concentrati. Anche se devo dire che anche io ho preso una brutta botta mentale.

Il primo gol del Frosinone è viziato da un chiaro fallo su di me. Io gioco a calcio da un po’, le regole ormai le conosco. So che quando il portiere salta non gli si può toccare il braccio o la faccia perchè altrimenti non si riesce ad eseguire l’intervento. Se si può marcare il portiere allora cambiamo le regole. Mi dispiace perchè avrebbero potuto rivederla al VAR. Io ero in buona fede, ho avuto un disturbo. E’ un’episodio che ci ha fatto un po’ uscire dalla partita. Il mio cartellino giallo? Anche gli arbitri devono capire i momenti. Io cerco sempre di essere una persona calma, in campo. Ho solo spiegato le mie ragioni, ero sorpreso della decisione di convalidare il gol. E mi ha ammonito. Io l’anno scorso ho preso due gialli, uno per perdita di tempo e uno per una situazione simile, contro il Cagliari, in cui anche lì avevo ragione. Io sono uno che quando protesta c’è un motivo. L’arbitro dovrebbe tenere presente anche questo. Però, quello di è giovane…”

La Nazionale?Una grande soddisfazione. Per me è una grande emozione, sono tornato nel giro dopo un po’ di tempo. Per me è un doppio onore essere in azzurro; rappresenti sia la nazione sia la squadra di appartenenza. Un doppio orgoglio, per me e per il Toro.
E’ stancante, si perchè si fanno tanti viaggi e ho imparato che sono la cosa che stanca di più. Ma il Toro ha grandi ambizioni: si dice sempre che negli anni si vuole consolidare una squadra che possa avere tanti impegni quindi dovremo abituarci a questi ritmi. Dobbiamo essere grati, di avere tanti impegni, si avrà tempo di riposare”.