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Buon compleanno a Massimo Vidulich che oggi compie 59 anni

Massimo Vidulich compie oggi 59 anni. Diventa presidente il 18 marzo 1997 e guida il gruppo dei “genovesi” composto da Bodi, Palazzetti e Regis Milano. Resterà a capo del Torino fino all’aprile del 2000 quando passerà la mano a Giuseppe Aghemo e al patròn Cimminelli.

Massimo Vidulich arriva al Toro dopo la gestione di Gianmarco Calleri che durò tre anni, in cui venne raso al suolo tutto quel che poteva essere monetizzato. Completamente abbandonato il progetto di ristrutturare il Filadelfia, che nel frattempo venne dichiarato inagibile e la squadra retrocesse in serie B al secondo anno di gestione, non riuscendo a centrare l’immediata promozione in serie A, prima che Calleri la cedesse, diciamo così, al primo venuto per scaricare il moccolo a Massimo Vidulich, non senza debiti ed ammanchi di bilancio. Massimo Vidulich sebbene sia ricordato malamente e di controvoglia da tutti i tifosi granata, era invece un ottimo dirigente e soprattutto indipendente dalla Fiat. Quando acquistò il Toro, riunendo una serie di imprenditori liguri tra cui Regis Milano e altri, esordì con propositi interessantissimi per la piazza, costruendo anche una squadra che si dimostrò subito competitiva per la serie B, con gli acquisti di Lentini, Minotti, Bucci, Asta, Dorigo, i 2 Bonomi, Comotto, ecc., con un grave errore nella scelta del mister a inizio stagione quando si optò per Graeme Souness, che venne esonerato dopo un inizio disarmante e sostituito da Edi Reja che riuscì ad arrivare fino allo spareggio promozione perso ai rigori contro il Perugia con un finale di campionato macchiato da svariati episodi arbitrali negativi clamorosi. La promozione in serie A al secondo tentativo con Emiliano Mondonico in panchina, giunse al termine di una stagione quasi trionfale dove un buon Torino seppe conquistare il secondo posto, raggiungendo la A con tre giornate di anticipo. L’anno successivo invece la sfortuna tornò a far capolino in casa granata che si ridussero ad un campionato da comprimaria, per poi terminare al 15 posto retrocedendo, dopo un inizio di stagione quasi da zona UEFA, compromesso a causa del gravissimo infortunio di Scarchilli.

Ma quel che maggiormente fece specie alla tifoseria e probabilmente non solo, in una Torino in cui i poteri forti vestivano un colore diverso dal granata, furono le sue dichiarazioni di inizio mandato, che diedero un vero e proprio scossone all’ambiente, con la promessa di ricostruire il Filadelfia e la minaccia di prendersi da solo il Delle Alpi, nel caso in cui il comune si fosse messo di traverso nella questione relativa al vecchio stadio del Grande Torino.

I Genovesi furono come un macigno gettato nel laghetto di un isola felice, quella di una città, Torino, in cui l’assegnazione dei giochi olimpici del 2006 aveva fatto scoppiare la grana degli stadi, con la Juventus che minacciava il comune di spostare le proprie partite casalinghe lontano da Torino, e che voleva a tutti costi l’assegnazione dello stadio Delle Alpi, con un terzo incomodo, il Toro appunto che avrebbe potuto rivendicare parità di trattamento nei criteri di assegnazione delle aree, sparigliando le carte bianconere.

La vergognosa campagna mediatica dei quotidiani torinesi (con Vidulich che dopo aver venduto il Torino Calcio vinse anche la causa intentata proprio al giornale sportivo della città), servì a far terra bruciata intorno ai genovesi, lasciandoli da soli contro tutta la città, compresi i tifosi granata ormai pilotati da quel che quotidianamente usciva sui giornali. Fiore all’occhiello di questa campagna mediatica finalizzata alla distruzione del “terzo incomodo“, fu un grottesco messaggio Televideo in cui i Genovesi venivano definiti “alieni” e Cimminelli e Aghemo, nei giorni delle trattative per l’acquisizione della società, valorosi condottieri che avrebbero liberato il Toro dagli invasori.

Se poi si considera che i debiti lasciati dai Genovesi erano più o meno quelli trovati al loro arrivo, più gli stipendi non pagati da dicembre 1999, e che Cimminelli al momento in cui rilevò il Toro, sapeva benissimo questa situazione, dando il suo placet, è impossibile non notare come una gestione, forse poco fortunata da un punto di vista sportivo, ma non certo scellerata, venne dipinta ai più come la più grossa sciagura che fosse capitata al Toro, forse proprio per il fatto che due personaggi troppo indipendenti dalla Fiat arrivarono al Toro in un contesto sbagliato, in anni sbagliati, avendo tutto e tutti contro, fino ad essere stati costretti a riconsegnare la società nelle mani di Cimminelli e quindi di nuovo della Fiat, perché se è vero che Cimminelli era un imprenditore autonomo, è altresì vero che i suoi soldi provenivano dalle commesse della Fiat, che quindi indirettamente controllava anche il Torino. Tutto il resto è storia ben nota …..

Comments

  1. Certe volte da lontano si vede meglio….
    La “storia” è un concetto più vicino ai punti di vista che a verità quantificabili, misurabili, definite.
    Ma oggi è anche il mio “non compleanno”! E allora! Un buon non compleanno a me e a tutti i “noncompleannisti”. Questo mi sa che l’accademia della crusca me lo boccia.

    1. Auguroni anche a me, allora! La crusca passerebbe perfino il “rocambolamento”, lo “spizzato” ed il nuovo significato di “imbucare”.

      1. Hihihi. Si, modestamente lo so che sembro più scem.. doh! Giovane, sembro più giovane! Comunque sono negli “anta” già da qualche anno. Più o meno come te.
        Auguri anche a te!!! Perchè oggi, quasi di sicuro, è anche il tuo “non compleanno”! Evviva!

  2. Mi limito a condividere tutto quello che avete già scritto voi (tric marcello luca e jack). Criticare Cairo tanto per criticare pare essere ormai sport nazionale in altri siti. Bene io mi dissocio dalle critiche gratuite a chi ha sanato una società che per tanti anni è stata in mano a dei farabutti.
    P.S. non mi sento di fare gli auguri a un presidente che non mi ha mai rappresentato, ne a me ne alla squadra che amo.FVCG

  3. Erano anni che desideravo fare gli auguri di buon compleanno a Vidulich! Alle volte mi svegliavo di soprassalto la notte e non dormivo più con questo pensiero fisso! Grazie, Redazione! ora sto meglio…. :):):)

  4. Calleri – Vidulich – Cimminelli. / Cairo
    Trova le differenze.

    Non entro nel merito del personale, della questione morale. Non mi prendo la libertà (assurda) di giudicare le persone come uomini. Non li conosco e non mi fido di quello che scrivono i giornali. Chi il più buono, chi il più cattivo. Chi il più cinico e chi il più innamorato (di noi).

    Ma sia dal punto di vista sportivo, che dal punto di vista economico e/o della solidità societaria, il confronto è impietoso.
    Lo scrivo “a beneficio” di chi continua a definire l’era Cairo come la peggiore. Dimenticando, o meglio, facendo finta di dimenticare, la realtà dei fatti.

    Mi piace, lo ammetto, che ogni tanto si scriva, ci si ricordi di certi personaggi, e di certi momenti storici.
    Serve per meglio “gustare” le cose buone che si hanno in quel momento.
    Un po’ come uno che è sempre stato in una catapecchia e magari pure in affitto, e ora si gode la casetta di 3/4 stanze, pulita, e di proprietà. Non è un castello…. ma la povertà passata fa apprezzare il poco di buono che si possiede. e rende intimamente felici.

    …Con buona pace di chi, magari, in altri siti ci definisce (QUANDO VA BENE!!!) ACCONTENTISTI
    Bella parola… che non esistendo, possiamo definire neologismo; e come successo per il magnifico “petaloso” sarebbe da inviare alla Accademia della Crusca per farla assurgere al diritto di entrare nei prossimi dizionari.

    Se accontentista significa “fermarsi” perchè non si hanno ulteriori ambizioni di crescita, non mi appartiene. Io come ho scritto per quest’anno VOGLIO SEMPLICEMENTE E SOLO L’EUROPA.

    Se accontentista viceversa, significa ANCHE godersi il buono che c’è ora…avendo vissuto la fame e gli stenti, si LO SONO!
    ….Chessò… magari anche una C. Italia della Primavera. Non tanto per il trofeo, ma per quello che rappresenta, e cioè la rinascita del nostro MERAVIGLIOSO VIVAIO…

    Si mi accontento di queste gioie e me le godo tutte.
    Non non mi accontento di essere arrivato fino a qui.
    Grazie Cairo per averci portato ad essere una realtà fissa della parte sx della classifica di A
    Non pensare, Cairo, di essertela però cavata, in tal modo. Serve (anche) altro.

    FORZA TORO. SEMPRE E SOLO FORZA TORO

    1. mi sembra che ACCONTENTISTI sei andato a cercarlo col lanternino perchè sei un signore, ci chiamano in maniera ben diversa, ma in quel caso riemerge il classico CHISSENEFREGA!!!!
      le tue considerazioni le appoggio tutte alla grande, è vero che criticare Cairo non vuol dire esaltare Calleri, ma è anche vero che dalla storia non si può non imparare, non la si può ignorare e soprattutto la dimensione di una squadra da quella viene definita

  5. Sulla gestione dei genovesi si è favoleggiato molto ma i conti erano normali e teniamo conto che non c’erano tutti i vincoli di bilancio che ci sono ora se fossimo stati promossi allo spareggio saremmo addirittura stati in attivo o quasi. L’operazione per fare in modo che a Torino ci fosse una squadra sola era già stata orchestrata e da gente che aveva fatto parte del Toro.

    1. No amico mio, i conti non erano normali. Non c’erano i controlli che ci sono adesso. Quando Cimminelli arrivò dovette staccare parecchi assegni per tamponare i disastri dei genovesi. Ricordo quando asseri: “qui ogni giorno ci sono persone che bussano alla porta per riscuotere quanto gli si deve”….. ed era arrivato da pochissimi giorni.

      1. Lo sbilanciamento era di circa 7 miliardi il vero problema erano i debiti dei servizi che ancora oggi sono uno dei problemi delle società perché non considerati ai fini della COVISOC ma niente di così grave Regis Miliano vero padrone della società era solvibile

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