figc
Squadre B, un progetto da rivedere e ben considerare, da riproporre con necessarie correzioni.

Il progetto, già al suo varo, finisce in un fallimento quasi completo. Al pari di una nave, che, appena mandata in mare, viene inghiottita dalle acque neppure tanto minacciose. Certo, ingloriosamente si inabissa un prototipo mai ben assemblato e peggio ancora progettato; resta, però, sempre viva e vivida l’idea di fondo. Da rivedere e ben considerare, da riproporre con necessarie correzioni.

…ed alla fine ne resta una sola: la Juventus. Iscrittasi all’ultimo momento fra tanti dubbi ed improvvise incertezze, quasi sollecitata e spinta dalle insistenze “federali”.  Insistenze federali che hanno cercato di smuovere anche il Torino, con Cairo quasi convinto a dare il suo assenso, ma con i dirigenti granata (Bava in testa) fermi nella decisione maturata in precedenza: si parte con il prossimo campionato. Con la fretta e l’improvvisazione si va solo incontro a fallimenti completi, con lo sperpero di risorse economiche (che, al Torino, per le giovanili sono ancora pochine).

Lungo la strada già si erano arresi il Napoli, che vuol sembrare aperto a tutte le novità, ma che non ha ancora disponibile neppure il campo per la Primavera, la Fiorentina (mai comunque decisa e coinvolta in pieno nel progetto, sempre tiepida e solo possibilista), la Roma e l’Inter allineate sulla posizione del Torino con l’inizio rinviato al 2019-2020, La Lazio con il presidente Lotito che mira solo ad avere sotto controllo tutti i campionati ed è impegnato in prima persona anche nella “ricostruzione” del nuovo Bari.

Discorso a parte merita il Milan, che ha dovuto in ultimo ritirarsi nella maniera più assurda ed inaspettata.. Passando dal più entusiastico consenso alla più drastica rinuncia. I rossoneri avevano già scelto il campo su cui giocare, avevano bloccato da mesi l’allenatore incaricato (Marco Simone), avevano abbozzato una rosa interessante. All’improvviso, con il cambio della dirigenza, arriva anche una diversa programmazione. Ed allora: niente Squadra B, ritorno al campo di Vismara e tante altre novità. Si vocifera anche di un ritorno al settore giovanile di Filippo Galli, con Mario Beretta allontanato.

In conclusione, la riforma “epocale” di Fabbricini e Costacurta si rivela alla prova dei fatti un insuccesso clamoroso, un aborto spontaneo difficile anche da digerire. Bisogna, in realtà, rivedere le regole. Per le iscrizioni non partire da norme selettive che favoriscono spudoratamente sempre ed esclusivamente le “solite note”, una tassa d’iscrizione più congrua alla Serie C, una presenza più larga per i giocatori provenienti dalla categoria. Correggere per ripartire. E forse arriva anche l’agognato successo…

SalvaToro

Comments

  1. Questa è la programmazione del calcio italiano. E chi ne giova sono sempre gli strapotenti che con staff e risorse economiche praticamente illimitate fanno e faranno il bello e cattivo tempo.

  2. Alla fine resta la più interessata: la gobba. La più forte economicamente: la gobba. Quella che più di tutte ha da guadagnarci con la squadra B: la gobba.
    Tutto è bene quel che finisce bene

    1. quindi diciamo che la “riforma epocale di Fabbricini e Costacurta” ha pienamente raggiunto l’obbiettivo.

      1. Esattamente! Perfetto!
        Si fanno regole astruse (es quelle che hanno creato lagriglia di partenza…decisamente spostate verso i…ricchi), possibilmente cervellotiche, così tutte saltano eccetto….
        eccetto chi può tutto e di più (compreso perderci il primo anno milioni di euro, senza avere problemi di bilancio…)

Comments are closed.