Mazzarri-Frustalupi
Mazzarri è un vulcano che lavora pure di notte

Mazzarri è un tecnico perfezionista che non lascia mai nulla al caso. Ha voglia di fare, di emergere e di vincere. E c’è da scommettere che se è arrivato al Toro è perché vuole lasciare un segno, se possibile positivo ed indelebile. Carico, forse già provato, motivato a mille: riparte dal principio, dal ritiro, come gli è sempre piaciuto. Ha scelto ed accettato nella scorsa stagione di prendere il Toro in corsa. Avrebbe desiderato fare di più, molto di più, ma l’attenuante di subentrare trovandosi tra le mani una squadra non sua gli va certamente riconosciuto. Ora può cominciare da zero, dopo mezza stagione di apprendistato per conoscere meglio non solo la rosa a sua disposizione, ma pure una piazza, quella granata, di cui Wlater si è subito innamorato. Solitamente schivo e riservato, il Walter oggi granata ha sempre un momento ed una parola per tutti. Sembra quasi che al Toro ci sia sempre stato. E questi i tifosi, al di là delle caratteristiche prettamente tecniche, non possono che apprezzarlo. Aveva promesso lavoro durissimo e tanto sudore. Sta mantenendo le promesse. Tutto programmato nei minimi particolari, con dovizia. Orari, tempi e modi, l’alimentazione e pure un po’ di rigore che non guasta, come l’uso moderato dei telefonini e dei social. Non sono ammessi i ritardi per i calciatori sveglia alle 7.30, mezzora per la colazione, pranzo dalle 12.45 alle 13 dopo l’allenamento delle 9.30, riposo al pomeriggio fino alla partenza per la seduta delle 16, cena alle 19.45 e tutti a letto alle 22.30. E sul campo non si sgarra. Il sergente Mazzarri esige attenzione e concentrazione massima. Fischietto sempre a portata, taccuini e fogli in pugno, sempre in mezzo al campo, al centro del lavoro. Nelle esercitazioni tattiche come in quelle di tecnica, mai una volta che si allontani o si sieda in panchina anche quando viene giù il diluvio come ieri pomeriggio. Descrive i suoi principi di gioco passo passo. Spiega con il suo tono rauco, non urla mai. Martella, esige, pretende, poi scherza e coccola i suoi. Eccolo, nei panni di allenatore totale: sudore, tattica e sacrificio come dogmi, ma anche motivatore e le parole giuste quando la stanchezza prevale. Ha marchiato a fuoco un gruppo che ormai gli appartiene, che sente suo, pronto a seguirlo senza battere ciglio. È il primo in piedi al mattino, ma alle volte non c’è bisogno della sveglia alle 7: mentre gli altri dormono, gli capita di elaborare concetti, mettere giù appunti e  di confrontarsi con il suo fedelissimo Nicolò Frustalupi.

Si racconta che Mazzarri non riesca a fermarsi nemmeno di notte. C’è da crederci.

Comments

  1. Si, insomma, siamo messi malissimo se l’allenatore non ha il tempo di dormire. 🙂
    I modi da sergente ci stanno, anche con una truppa di ragazzi. Molti della mia generazione pur non avendo particolare affezione o attrazione verso le armi e il mondo militare si sono trovati a prestare servizio di leva. L’eperienza della coabitazione forzata e delle regole condivise trasformava degli individui in una specie di tribù, creava l’amalgama e nel caso del ritiro dovrebbe creare l’entità squadra, che va al di là della somma del valore dei singoli. Crea dei meccanismi psicologici fortissimi e senso di appartenenza, soprattutto in un ritiro aperto al pubblico con i tifosi Granata che ti coccolano e ti supportano come solo loro sanno fare. Non è solo un discorso di tattiche e conoscenza reciproca. In una specie sociale come gli umani, si attivano meccanismi raffinatissimi, anche se non credo che i nostri ragazzi arriveranno a sincronizzare il ciclo mestruale.
    Il ritiro è importantissimo ed è un bel momento, se fatto bene.Giusto gestire questi giovani e ricchi ragazzi

    come una truppa.
    Nel frattempo l’Italia osanna e ringrazia i gobbi che stanno salvando il campionato italiano e, soli, cercano di riportarlo ai fasti di un tempo riportando i massimi campioni a giocare da noi.
    Ma è vero che l’Italia osanna e ringrazia o sono solo i giornalisti asserviti, quindi quasi tutti, che esaltano è raccontano come positivo l’ennesimo misfatto dei ladroni mafiosi che l’hanno distrutto il nostro campionato e continuano a distruggerlo. Davvero sarà più interessante vedere delle partite dove il ricco ladro sbrana il povero onesto o, in alcuni casi, meno bravo a rubare?
    Sembra il film che sta uscendo dove 12 eroi americani combattono 50000 soldati mediorientali e vincono, usando le loro tattiche e la loro bontà, perchè il bene vince sempre. Poi ti informi un attimo e vedi i video che hanno sancito la persecuzione di Assange e di Wikileaks con elicotteri apache con armi da fantascienza che uccidevano con disumana leggerezza nemici inermi e civili. L’informazione, anche nel calcio, è arrivata a livelli oltre il vergognoso. Io credo che la situazione reale sia molto diversa e che l’uomo comune inizi a capire, che i tifosi delle altre squadre sappiano che l’unica avvantaggiata è la gobba, come sempre.
    Noi vi vediamo, anche da quaggiù. L’incantesimo si sta spezzando, voi lo state spezzando. Almeno spero.
    Se qualcuno volesse criticare il mio parlare di politica, economia ed informazione su un sito che tratta di calcio, faccio rispettosamente notare che nel calcio attuale politica, economia ed informazione hanno quasi totalmente soppiantato il fatto sportivo e sociale.

    1. Più che criticarlo, il tuo commento “a largo spettro”, che va cioè oltre il calcio, Ti dico che mi ha fatto molto piacere leggerlo. Poi su certe cose potrei essere in accordo totale, parziale o nullo.
      Ma la vita è commistione di interessi; prendere il calcio e “piazzarlo là”, al di fuori da ogni contesto, è semplicemente assurdo.
      Ti dirò di più, quasi in simbiosi “involontaria” con il tuo pensiero, proprio ieri ragionavo sull’acquisto di Ronaldo e pensavo al futuro derby; Pensavo a quei tifosi che chiedono ai nostri “di giocarlo alla pari” ; mettendogli quel “quid” in più in fatto di garra per …raggiungerli (come se gli altri, i gobbi, nel frattempo passeggiassero per il campo…per aspettarci).
      E stupendosi magari se ne uscissimo con le ossa rotte. O valutando il fatto che magari non facciamo un tiro in porta, come scarso impegno o peggio, come resa anticipata e senza combattere
      O magari criticando Mazzarri, perchè almeno in partenza tiene la squadra coperta, con 2/3 uomini “dietro”, su CR7.
      C’è molta disuguaglianza nel calcio di oggi. C’è nella vita e c’è nel calcio.
      Qui non è questione di dx o sx, ma di giustizia. Di parità (o quasi) di mezzi per tutti, per assicurare una competizione leale e alla pari. Nel calcio come nella vita.

      E a chi dice infine, che le disuguaglianze economiche tra ricchi e poveri, tra la Ladra e Noi, sono sempre esistite, rispondo con la solidità dei numeri: la forbice si allarga sempre più. Le distanze aumentano. Un esempio per tutti: nell’operazione CR7 la Juve stanzierà 112 milioni per l’acquisto (100 + 12 per voci varie…) e 50/55 per l’ingaggio annuo (31 netti se ho inteso bene)
      Totale di circa 160/165 milioni di euro. PIU’ DEL NOSTRO INTERO FATTURATO ANNUO!
      PER UN SOLO GIOCATORE!
      E non è che gli altri 20 della loro rosa sono dei fringuellini di Serie C….

      Complimenti a chi gestisce il calcio… (L’ex) gioco più bello del mondo…

      1. Le tue considerazioni Marcello sono tanto intelligenti quanto inutili per chi non vuole ascoltarle a mente libera: dopo il derby di febbraio in pochissimi evitarono di criticare perché non avevamo fatto un assedio all’arma bianca contro le “riserve” gobbe,spazzandole via con il nostro machismo,come se ,tornando a quello che dici tu,”loro” fossero dei tontoloni che camminano in campo.
        E questa assenza di realismo spesso ci porta a creare nel nostro ambiente depressione e insoddisfazione.

    2. Pensare che oggi il calcio sia esente da determinate logiche politiche sociali e di informazione è decisamente ingenuo,queste si muovono in base al quattrino,è il quattrino nel fubal è tanto che figuriamoci se in un paese corrotto come il nostro certe logiche possono mancare.
      Una volta gobbolandia era la padrona di una città,perché altrove poteri economici paritetici o simili la potevano contrastare,ora siamo in mezzo al nulla,quindi la fanno da padroni a 360 gradi e nessuno si muoverà mai come fatto in premier per dare un barlume di equilibrio almeno tra 4-5 realtà (non è che però in Spagna,Germania e Francia la situazione sia così diversa).

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