Ljajic
Adem Ljajic verso i Mondiali di Russia parla del suo presente e futuro ancora tinto di granata

Mondiali alle porte, la Serbia di Adem Ljajic è pronta per essere la sorpresa, per dare fastidio ai nomi più blasonati. E Adem è pronto a dare il suo contributo con un pensiero anche al futuro che oggi più che mai sembra sempre più tinto di granata.
Il numero 10 del Toro parla ai microfoni della Gazzetta dello sport in una intervista pubblicata nell’edizione odierna.

«Sto bene e sono sereno. Non mi sono mai fermato, nemmeno dopo la fine della stagione. Mi sono messo subito  disposizione del c.t. Krstajic:  ora mi auguro che la nostra estate possa essere più lunga possibile. Il Mondiale è ciò che noi tutti volevamo, a tutti i costi ».

Poi, dopo un po’ di vacanza, di nuovo il Torino: per quale traguardo?

«Da quando sono arrivato (luglio 2016, ndr) l’obiettivo è sempre stato chiaro. Squadra, società e tifosi: tutti vogliono l’Europa. E l’anno prossimo ci proveremo con ancor più convinzione ».

Cosa non ha funzionato finora?

«Difficile dare una risposta. Di sicuro ognuno di noi ha dato il 100%, ma quando si cambia allenatore vuol dire che qualche problema c’è. Nessuno ha colpe nello specifico, se qualcosa non gira la responsabilità è di tutti. In generale, avremmo potuto e dovuto fare di più».

Di lei, invece, si è parlato tantissimo.

«Con molta onestà, ammetto che c’è stato un periodo in cui non giravo. Sia fisicamente che psicologicamente. Forse il problema era la testa e, purtroppo, anche in campo si vedeva. Ma ora potete stare tranquilli: l’ho messa a posto! ».

Quanto è stato importante Mazzarri?

«Non lo scopriamo di certo ora. Ha portato le proprie idee di calcio subentrando, cosa mai facile. Nella prossima stagione partiremo insieme dall’inizio e questo sarà i grande aiuto. Mazzarri è stato importante non solo per Ljajic, ma per tutti. Prima c’erano delle difficoltà da superare, poi ci siamo ripresi provando a raggiungere l’Europa fino alla fine senza farcela. Ma non molliamo».

Sembra molto fiducioso.

«Perché conosco la voglia che noi tutti abbiamo di riportarla a Torino. Sono certo che potremo farcela».

Parole da leader: il mercato, quindi, non la riguarda?

«Ho due anni di contratto e sono felice al Torino».

Resta al 100%?

«Le rispondo così: non c’è alcun motivo per pensare di andare via».

Se arrivassero proposte da Champions League?

«Ripeto: sto bene qui e non penso a questa eventualità. Se poi dovessero presentarsi delle squadre con delle offerte concrete ne parleremmo con la società, in maniera molto tranquilla. Ora la mia testa è rivolta al Mondiale».

Dove mancherà il suo compagno Belotti.

«Mi dispiace per l’Italia e per Andrea, parliamo di un grande giocatore e di un’ottima persona. Per noi è fondamentale».

Il presidente Cairo appare sicuro sulla sua permanenza.

«E’ un argomento che spetta alla dirigenza. Penso solo al campo e, da compagno di squadra, non posso che augurarmi di giocare insieme anche l’anno prossimo. Per proseguire nel nostro percorso di crescita e diventare più forti serve, eccome, uno come Belotti».

Quale messaggio per i tifosi?

«Quest’anno ci hanno anche criticato, ma hanno avuto le loro ragioni. Dico di starci sempre vicino, i nostri obiettivi passano anche dal loro supporto. E io, come i miei compagni , sogno di regalargli l’Europa».