Cairo98

Prima “la miglior squadra degli ultimi quarant’anni”, poi “l’Europa era un obiettivo di Mihajlovic”. Tra queste due affermazioni sta tutta l’incoerenza di questa società. Paradossalmente vengono centrati in pieno gli acquisti a costo zero (o quasi): Sirigu, N’Koulou, Ansaldi, ma vengono toppati clamorosamente quelli particolarmente onerosi, quali Niang e Rincon. Singolare che una società gestita con il proverbiale “braccino corto”, quando decide di aprire (Deo gratias) i cordoni della borsa, lo faccia per fiondarsi su elementi a quasi certezza di fallimento, come il colored ex Milan. A pensar male si fa peccato… ma qualcuno aveva forse da farsi “perdonare” una cessione importante a fine mercato? Da censura anche l’idea di prendere Sadiq come vice Belotti. Non è piaciuto neppure il tempismo nel cambio di allenatore. Al momento dell’esonero Mihajlovic non era in un periodo particolarmente difficile. O perlomeno si era visto di peggio in precedenza. Senza contare che ingaggiare Mazzarri un mesetto prima, avrebbe permesso di affrontare un mercato di riparazione con le idee già più chiare su come raddrizzare un minimo la baracca. O forse era proprio questo che si voleva evitare? Specie dopo i suddetti stravizi estivi. Insomma, la sensazione è che, come al solito, a guidare le scelte sia stata la volontà di pensare soprattutto al bilancio. Chi se ne importa se rinunciando a qualcuno (non a tutti) dei trentasette milioni di attivo certificati nell’ultimo bilancio, si poteva, magari, centrare un Europa che, tra le altre cose, avrebbe portato altri soldi…