Margaro
Buon compleanno a Margaro uno dei tifosi più carismatici del Toro

Per chi ha vissuto e continua ancor oggi a vivere di Pane-Toro e Curva non può non sapere chi è il grande Giovanni Margaro. Ma i tempi si sa sono purtroppo cambiati così come i leader di una tifoseria che si sta pian piano sgretolando.
Non solo con la squadra si vive di storia passata, ma pure nell’ambito della tifoseria.
E dunque è doveroso oggi festeggiare una grande icona del tifo granata come “Margaro”
Un uomo che poco ama le celebrazioni ma che merita immenso rispetto e riconoscenza.

Margaro, nasce a Torino il 16 Maggio 1958, una data non casuale perché nel 1976 il Toro vince l’ultimo scudetto e Giovanni proprio quel giorno compie 18 anni.

E’ uno dei tifosi granata  più “carismatici”. Giovanissimo, dal 1973 era di già un Ultras praticante e dall’inizio del campionato ‘76-’77 fu eletto presidente e capo indiscusso degli  Ultras, carica che ha ricoperto per parecchi anni. Ha praticamente vissuto  e contribuito, con tutti i suoi amici di quel tempo indimenticabile, a far sì  che la Curva Maratona fosse premiata come la migliore d’Europa e che il  modo “unico” di tifare granata fosse da apripista e d’esempio a tutti i gruppi ultrà d’Italia.
Un inedito stile di fare tifo, che in Italia  ancora non esisteva; come i tamburi, i bandieroni, lo striscione gigante che  copriva l’intera Maratona e le varie coreografie ideate da Serafino Geninetti e  Piero il Macellaio che in seguito hanno fatto scuola tra le altre tifoserie.

Margaro ha sempre avuto tatuata in lui una profonda e folle passione per il Toro, un incredibile senso di appartenenza alla  storia dei granata e una fede che permane tutt’ora e che… non morirà mai