Urbano Cairo
“Proviamo a leggere tra le righe delle dichiarazioni di Cairo e quelle di Belotti, cercando di individuare queste variabili impazzite.”

Il Torino chiude la stagione casalinga con una vittoria sulla Spal in lotta per la salvezza, lo fa dopo una prestazione scialba nel primo tempo, al contrario del secondo, dove invece è riemerso il vero spirito Toro. La gara di domenica è stata la giusta fotografia della stagione; una vittoria non esaltante che evidenzia lo stesso campionato granata privo di vere emozioni. Un finale che strappa un sorrisetto ma niente più, timidi applausi in generale e qualche coro ai più meritevoli, Emiliano Moretti su tutti.

Poi le classiche interviste di fine gara, ovviamente con le relative domande sul futuro dei giocatori e, nel caso specifico, sono arrivate anche nuove dichiarazioni di Belotti (poco loquace in questa stagione) e del Presidente Cairo. Il giocatore non ha messo una croce sulle speranze di vederlo ancora in granata la prossima stagione, mentre l’intenzione di tenere lo stesso attaccante è ribadita dal numero uno granata.

Il tifoso però sa bene che queste dichiarazioni sono “di facciata”, poiché nessuna delle parti in causa si sognerebbe di dire cose che nessuno conosce. La realtà dei fatti è scritta sui contratti e quella nessuno la può contestare, poi ci sono le intenzioni che, per quanto buone siano, sono facilmente modificabili. Sono le classiche variabili non controllate, quelle situazioni che nessuno può prevedere fino alla chiusura del prossimo mercato.

Allora proviamo a leggere tra le righe delle dichiarazioni di Cairo e quelle di Belotti, cercando di individuare queste variabili impazzite. Quando il presidente dice: “Noi non abbiamo bisogno di vendere nessun giocatore”, probabilmente esprime due concetti paralleli, il primo di carattere imprenditoriale, il secondo direttamente ai giocatori. Cairo è un imprenditore molto scaltro, quindi prevale in lui la smania nel concludere affari importanti, non solo per il guadagno economico, ma anche per la sola immagine del manager di successo.

Facendo leva sui conti sani del Torino e confrontandosi con società molto più blasonate, ma con i conti estremamente in rosso, lui lancia il suo messaggio nascosto, che invece è il classico guanto di sfida: “Volete Belotti? Lo dovete pagare caro, perché io ho il potere di tenerlo”! Allo stesso tempo il messaggio al Gallo è altrettanto chiaro: “Vuoi andare via Andrea? Sappi che io non cedo di un centesimo, chi ti vuole deve passare da me e le cifre le decido io”!

Il Presidente in cuor suo sarebbe davvero felice di poter tenere Belotti un altro anno, al tempo stesso sa bene che le offerte per il giocatore arriveranno, di conseguenza prepara già il terreno per future battaglie. Poi c’è il pensiero del Gallo, che non chiude le porte a un’altra stagione in granata, ma pregusta già la possibilità di un nuovo contratto più ricco. “Dipende da Cairo”…come dargli torto! Lui sa bene che ha possibilità di guadagnare meglio altrove, ma non la garanzia di essere un titolare, un capitano e tante altre belle cose che al Torino nessuno gli contesta. Allora la risposta di Andrea è anch’essa un messaggio subliminale: “Vuoi tenermi? Allora devi pagarmi di più”.

Legittimo che il bomber granata avanzi le sue pretese, chiaramente se messe a confronto a eventuali offerte da altre squadre, in quel caso la palla passerà a Cairo e tutti sanno quanto sia un osso duro in questo senso.

Tutto questo per quanto riguarda il solo Belotti, poi c’è tutto il resto, i giocatori dai quali ripartire (come da citazione dello stesso Cairo). Ci attende un’estate molto calda e non esente da sorprese, sicuramente il DS Petrachi avrà l’agenda piena d’impegni.

Comments

  1. No, quest’anno non partecipo al “TotoBelotti” estivo. In fondo sappiamo tutti come funzionano queste cose e che farci sopra previsioni è un puro esercizio dialettico, per chi non legge nel pensiero altrui.

  2. Nessuno ha voglia di vendere un giocatore deprezzato. Quindi se non succede un evento al momento non credibile il Gallo resterà. E se Cairo non mostra troppa di quell’ottusità ragionieristica che lo caratterizza gli aumenta il contratto e il prossimo anno fa l’affare che tanto anela.

  3. Volevo solo fare un apputno. Nessuno da per scontato che Cairo dica delle cose e poi ne pensa o faccia altre e non sappiamo cosa accadrà in estate. Del resto c’è una frase che dice “Nessuno si sognerebbe di dire cose che nessuno conosce” (e quindi nemmeno io). Parto però dal presupposto che Cairo ragiona da imprenditore e Belotti da dipendente. Il pres sa bene che arriveranno le offerte x il gallo (se già non sono arrivate). Belotti sa altrettanto bene che (volendo) potrebbe ottenere un ingaggio maggiore altrove nonostante la stagione non esaltante. Da questi due punti fermi dipendono le scelte ma, un po’ per esperienza (lavoro per gente simile a lui), penso di conoscere abbastanza bene la “politica” del presidente. Per cui ritengo che le sue dichiarazioni siano più per esaltare la sua posizione di imprenditore capace, che non per le intenzioni di tenere i giocatori più validi e quindi fare gli interessi della squadra e tifosi. Lui vive di comunicazione e sa meglio di tutti come far pubblicità, soprattutto per la sua “merce pregiata”. Sappiamo bene che la qualità va pagata e lui sa come farsela pagare. Lui in pratica vanta un patrimonio (Belotti o altri) che è di suo possesso e che tanti vorrebbero al suo posto. Cerca di creare quella sorta d’invidia per fare in modo che il prezzo salga, per farla breve.

    Lui è un volpone e sa bene come giocarsi le sue carte. Vedremo come andrà questa estate, io non sono così convinto che il gallo resti, a meno che davvero lui sia disposto, a fronte di un buon aumento d’ingaggio, ad accettare una lunga vita al Torino a discapito di realtà più blasonate.

    Grazie Beppe

    1. Buongiorno Beppe;
      Anche io ho espresso una sensazione, un convincimento emotivo in funzione di “quel che leggo da fuori” . …che di certezze…
      Non posso che sposare le Tue parole su Cairo “IL GRAN PUBBLICITARIO…”. In generale intendo.
      Quindi gran venditore, gran chiacchierone, gran manovratore , a volte forse anche gran parac… (no questo non si può dire 🙂 )

      Nel particolare però, su Belotti insomma, credo si sia esposto mediaticamente un po’ troppo; usando termini ed espressioni mai usate in precedenza. E credo che calcolando i vari tornaconti suoi (nessuno qui parla di amore per il Toro, sia chiaro!!) ne uscirebbe “scornato” nel caso acconsentisse alla partenza del Gallo per 50…60 milioni.
      A meno che il Gallo (MA PUBBLICAMENTE E DI PERSONA…non riportato da qualche giornale) chieda la cessione. E da quel che ho letto e sentito, non esiste.

      per questo, sul Gallo ho sensazioni fortissime di una sua permanenza

      Infine, ma non ultimo, io non ho mai parlato di “una lunga vita al Toro”; il mio compitino si limitava a quest’anno….
      Supponiamo che il prossimo anno si rimetta a segnare con continuità…. ecco che alloar il “SALTO” sarebbe molto più probabile (e comprensibile per tutte le parti, Società che monetizzerebbe alla grande e giocatore che vedrebbe valorizzate le sue legittime aspettative da professionista)

  4. secondo me non ci sono variabili impazzite, è molto meno tranquillizzante la risposta di Nkoulu sul proprio futuro rispetto a quella del Gallo, sapendo che Cairo è uomo di mondo e sa che dovrà intervenire sugli emolumenti del Gallo.
    Probabilmente la affermazione di quest’ultimo dipende anche dalla risolutezza con la quale il Pres nelle ultime settimane ha ribadito un certo concetto (ME LO TENGO), passando la palla furbescamente al capitano in modo che possa scoprire le carte.

    Che poi se arriva una offerta di 60 milioni e 4 di ingaggio al Gallo possano emergere perplessità da parte di entrambi sta nella normalità delle cose, non credo che possiamo pensare di vivere in un mondo parallelo a quello dove si vedono situazioni come quella di Verdi, Berardi, ma anche Wilshere, Neymar etc che ad ogni mercato iniziano telenovelas infinite.
    Qui le parole sono chiare:io non ho intenzione di vendere(E IO CI CREDO), io non ho intenzione di andarmene se mi si riconosce il dovuto (E IO CI CREDO).

    Poi una cosa sia chiara, se il Gallo chiede 3 milioni netti dopo un campionato del genere, aldilà delle responsabilità che non sono oggetto della discussione, io sarei il primo a valutare altre eventuali situazioni.
    Anche perchè appresso al Gallo andranno/andrebbero Nkoulu, iago, Adem, Sirigu, noi abbiamo già il 7 monte ingaggi della serie A e il nostro fatturato, al netto delle plusvalenze, è a dir poco ridicolo.

    Su una cosa concordo al 100% con Beppe, sarà un lavoraccio per Petrachi, gli faccio un grosso in bocca al lupo, che poi è un grosso in bocca al lupo al TORO.

  5. Tutto questo per ora mi sembra un processo alle intenzioni un discorso di semantica filosofica. Il dato reale al di là di ogni contesto è uno solo i tre anni di contratto che legano ancora Belotti al Toro sia da contento che da infelice. Per quanto riguarda noi tifosi l’unica cosa di cui dovremmo preoccuparci e non tanto il fatto che vada via ma chi arriva al suo posto perché se parte il gallo e arrivano Gabbiadini e Balotelli e ho citato loro perché sono stati accostati a noi cosa dovremmo essere scontenti?

  6. Sarò terribilmente “sprovveduto”, o peggio “ingenuo” ma tutta questa dietrologia, questi messaggi in codice IO non li vedo.
    Una premessa è d’obbligo, premessa che è anche ASSIOMA ASSOLUTO: Finchè il mercato non è finito tutto può succedere.
    2° Premessa, altrettanto veritiera: Il mercato deve ancora cominciare, e di chiacchiere, sparate giornalistiche, scoop (finti) ne leggeremo a centinaia; ma a me interessano poco; anzi nulla.
    Capisco che i vari “Criscitiello” debbano pur lavorare… ma io non posso ne voglio stare dietro a ogni spiffero di vento (e starci dunque male un giorno si e l’altro pure)

    Tornando al tema in questione, a me le cose SEMBRANO MOLTO CHIARE.

    CAIRO: Se non mi pagano la clausola (100 M) il Gallo resta. PUNTO.
    BELOTTI: Ho un contratto, se Cairo non mi chiama per dirmi che è arrivata un’offerta irrinunciabile (per il Toro, sia chiaro!) io resto.

    Questa lettura, del Gallo che chiede un ritocco di ingaggio non la leggo proprio. La trovo una forzatura; un processo alle intenzioni molto opinabile (opinione personale)
    Non dopo questa stagione in chiaroscuro del giocatore; la “potrei leggere” se si fosse riconfermato e alla luce di nuovi numeri (goal fatti!); allora si.

    Resto alla mia personale percentuale di ieri: 95% resta; 5% parte.
    E aggiungo, non vi sarà aumento dell’ingaggio per il momento.

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