Granata-da-legare
Il consueto editoriale settimanale di Massimo Gramellini con il suo “Granata da legare”

Ultima uscita stagionale allo stadio Grande Torino con vittoria in rimonta ai danni della Spal.
Nel consueto editoriale settimanale sul Corriere di Torino, Gramellini con il suo “Granata da legare” prova a tracciare un minimo di linee guida future su cui secondo lui dovranno poggiare le fondamenta del Toro di Mazzarri. Il consiglio a Belotti di restare ancora a Torino, le lodi su Berenguer schierato nell’inedito ruolo di esterno di fascia e la gioia di rivedere un Toro che sotto trova la forza di rimontare anche se ormai non c’è più nulla da dire in questa stagione. Augurandosi che in futuro la rimonta non avvenga solo con squadre come la Spal ma anche nei Derby.
E infine i complimenti da sportivo per la conquista del 7° scudetto a …..

Ecco l’editoriale di Massimo Gramellini nel suo Granata da legare :

“Che domenica meravigliosa, illustrata da splendide imprese di calcio. Il Gallo è tornato a fare la cresta, per la gioia di grandi e piccini. Fossi in lui, rimarrei con noi. Se partisse adesso, lascerebbe il ricordo di un’incompiuta. E per andare dove, poi? A fare la riserva all’Atletico o il titolare al Milan, società meno solida e solvibile della nostra? Gallo caro, resta a razzolare ancora per un anno nel tuo pollaio e cerca semmai di esportarlo in Europa. Altra impresa significativa è la rinascita di Berenguer. Posizionato dal saggio Mazzarri come esterno di un centrocampo a cinque, lo spagnoletto sembra avere trovato finalmente un senso al suo gran correre. Già adesso può valere un Giaccherini, in prospettiva molto di più. Lui, Ansaldi, Lollo-gol. Con l’arrivo di Lazzari avremmo due corsie davvero preferenziali (senza contare Barreca). Sì, una domenica meravigliosa. Sinceramente immaginavo che il Toro, orfano di obiettivi, non si sarebbe battuto allo spasimo contro una Spal che aveva motivazioni più profonde, basate sull’istinto di sopravvivenza. E invece abbiamo dato una lezione di serietà all’intero sistema. Vincendo: e in rimonta, per di più. Le vittorie in rimonta sono le mie preferite. Pura essenza di granatismo. Ricordo un derby della mia infanzia ribaltato da una punizione a foglia morta di Claudio Sala e da un gol maligno di Aldo Agroppi, detto Cotenna, sotto la curva dei pigiami. Il re dei tremendisti impazzì, come tutti noi del resto, e si fece l’intero campo di corsa per andare a svenire sotto la Maratona. Emozioni per cuori forti, che non vediamo l’ora di riassaporare. A proposito di emozioni, permettetemi di finire il mio delirio settimanale con l’impresa più commovente. Esula dal Toro, ma che importa: noi non abbiamo un bidone della spazzatura al posto del cuore e sappiamo partecipare alle gioie degli altri con spirito sportivo. Persino quando a viverle, quelle gioie, è una squadra con la maglia a strisce. Mi riferisco a una formazione leggendaria che, in un campionato non facile, è riuscita a vincere il suo settimo scudetto consecutivo. Tutti meritati, va detto, al di là di qualche polemica a mio avviso esagerata. La Champions latita ancora, per una serie di fattori avversi e insensibilità assortite. Ma arriverà presto il giorno in cui quella squadra fantastica solleverà la Coppa. Credeteci, amici del Celtic Glasgow !”