Cerci

Nel 2014 il Torino di Giampiero Ventura riceve il Genoa di Gasperini per la ventitreesima giornata di ritorno di campionato. L’Europa è distante cinque punti ma le ambizioni sono differenti. Eppure i granata mettono sotto la formazione ligure, senza riuscire a segnare ed anzi, subendo la beffa di un gol di Gilardino nel finale che poteva portare ad un cocente ko, frutto anche di un’indecisione di Padelli. Quando lo scoraggiamento diventa concreto in tutto lo stadio, ecco che accade l’inverosimile: al secondo minuto di recupero Immobile inventa una traiettoria imprendibile per Perin e pareggia. Dopo i festeggiamenti, il Genoa batte da centrocampo per riprendere il gioco, il Toro recupera caparbiamente palla e Cerci si inventa una giocata da fuoriclasse che, sotto gli occhi stupiti di tutti ed uno stadio impazzito di gioia, regala tre punti fondamentali, che al termine della stagione permetteranno la qualificazione all’Europa.

TORINO-GENOA 2-1 (0-0)
Marcatori: st 41′ Gilardino, 47′ Immobile, 48′ Cerci.
Torino: Padelli, Bovo, Glik, Moretti, Maksimovic, El Kaddouri, Vives (43′ st Meggiorini), Basha (12′ st Gazzi), Vesovic (45′ st Barreto), Cerci, Immobile. Allenatore: Ventura.
Genoa: Perin, Burdisso, De Maio, Marchese, Motta (24′ st Antonini), Sturaro, Bertolacci, De Ceglie (28′ st Gilardino), Antonelli, Fetfatzidis (15′ st Konate), Calaiò. Allenatore: Gasperini.
Arbitro: Mariani di Aprilia.

Comments

  1. Ebbene si…

    con Vesovic, Gazzi, Vives, Meggiorini, Basha, Barreto (!!!) e …dulcis in fundo…Mr paratutto-Padelli, andammo in Europa, piazzandoci al settimo posto!!!

    Altra verità: il costo sopportato dalla Società, per avere “quella rosa di eroi”, direi che fosse DECISAMENTE INFERIORE a quanto speso negli ultimi anni.
    I vari Darmian, Glik, Cerci, Immobile, … tra acquisto e ingaggio, non sono certo stati pagati quanto gli ultimi acquisti degli ultimi 2 calciomercati.

    Tradotto: Sono contrario a chi scrive che per vincere DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE (condicio sine qua non) comprare giocatori già pronti.
    E magari “lo urla” per dire che chi la pensa diversamente non capisce nulla di calcio.

    Non io, ma LA STORIA HA DIMOSTRATO che non è così, CHE I GIOCATORI POSSONO ESSERE FATTI IN CASA.
    Prendendo giovani interessanti, alla Glik, Maksi (si…pure lui, perchè tecnicamente c’era!) e Darmian e costruendoci sopra una difesa fortissima (rivenduta poi a oltre 45/50 milioni…)

    Prendendo una punta giovanissima, riserva del genoa (Immobile) e un altro che nessuno sapeva far giocare (Cerci) per costruire UNA COPPIA FORMIDABILE DA 40 goal circa
    (Oggi i detrattori di Ventura scrivono che è solo e tutto merito di loro 2… come se noi li avessimo acquistati già campioni e già forti di loro)

    Continuo… prendendo alcuni giocatori “medi”, ma COSTANTI, PROFESSIONISTI, SERI, alla Vives, Gazzi, Bovo, Moretti, a dare esperienza e appoggio ai giovani!

    E che non fosse stato solo cu..o, l’anno successivo si è ri-sfiorato l’Europa, si sono battute fior di squadre (Juve compresa) e si è fatto un cammino in Europa che ancora ricordiamo! E non c’erano più (purtroppo) nè Cerci nè Immobile.

    La storia insegna. Spero che Cairo se ne ricordi.
    Gli unici anni che ha concluso qualcosa è quando è andato in questa direzione…
    Appena si è rimesso a ricercare “solo i nomi” (a partire dal tecnico Miha, ma vale anche per certi giocatori) sono ritornati i vecchi problemi…

    1. Ciao Marcello, in questo caso sono d’accordo con te al 50%.
      E’ verissimo che puoi fare un buon campionato con giocatori che rivaluti o che scopri, con giovani che individui e che immagini possano esplodere piuttosto che con UOMINI tipo Vives e Gazzi di uno spessore importante.
      E’ anche vero però, secondo me, che quando ti poni obiettivi più importanti in maniera chiara e conclamata qualche giocatore pronto devi prenderlo, tanto è vero che noi consideriamo la squadra attuale come rosa adatta a lottare per l’EL anche e soprattutto per Belotti, Iago, Adem, Sirigu Nkoulu piuttosto che RIncon (poi magari sta deludendo adesso ma secondo me per i motivi che più volte ho esposto.

      Le squadra che abbiamo davanti hanno giocatori fatti e finiti, PRONTI come si suol dire, aldilà dell’età: Praet, Torreira, Quagliarella, Zapata piuttosto che Papu, De Roon etc., gente che è stata presa e che aveva un determinato valore e che non si è dovuta necessariamente far sbocciare.

      Il problema in questo caso è azzeccarli, perchè da una parte non puoi averne troppi, dall’altro spesso hanno un prezzo che non è accessibile alle nostre tasche.

      Ex: io per il prossimo anno vorrei avere Lazzari da una parte e Laxalt dall’altra, è chiaro che si può sperare di trovare giocatori analoghi che non conosciamo, ma questi, sulla carta e sulla base dell’esperienza di questo campionato, sono PRONTI, nel senso che li metti in campo e DOVRESTI (poi ci sta tutto nella vita) essere nella condizione di non dovergli insegnare chissà cosa perchè sai che hanno gamba, velocità, fisico, fanno le 2 fasi etc etc.

      Questo non significa abbandonare l’idea dei giovani da lanciare o quella di scoprire talenti poco noti, ma avere una serie di certezze sempre più numerose col passare del tempo tra gli 11 titolari, che alzino il livello medio della rosa e facciano crescere con calma quelli che non sono pronti a farsi 30 partite da titolari in A.

      Non dimentichiamoci che i nomi GIUSTISSIMI che hai fatto, salvo eccezioni come Ciro e Alessio, non sono arrivati diventando subito giocatoroni, hanno avuto la fortuna di avere 2-3 anni per crescere salendo dalla B, salvandosi alla penultima giornata etc etc.
      Se ora hai alzato il tiro e hai delle disponibilità un poco, non troppo, superiori, per investire sul mercato, è giusto sfruttarle appieno per essere più ambiziosi.
      Io non sono deluso dal campionato perchè abbiamo Lyanco, Bonifazi, Edera, Barreca, Obi o Acquah, lo sono perchè abbiamo i nomi che ho fatto prima.

      1. TU QUOQUE LUCA!! Si comincia sempre così…con il 50% di dissenso e poi… lentamente…

        ahahah scherzi a parte penso Tu abbia ragione e che io almeno in parte mi sia espresso male.
        Si, servono anche giocatori “pronti” e forti. Ma data la nostra proprietà (Cairo e la sua idea di autogestione) e dato il nostro ruolo, non possiamo abdicare da quello che la storia ci ha insegnato.
        Inoltre hai detto bene, i nostri ragazzini avevano potuto godere di qualche anno di apprendistato “tranquillo” (Serie B, salvezza in A) ma allora partivamo da ZERO, ricordiamocelo.

        Oggi pariamo MOLTO PIU’ AVANTI: se il lavoro sui giovani fosse continuato così come cominciato, oggi i “giovanissimi” di 2 anni fa sarebbero i pronti di oggi; e i giovanissimi di oggi, sarebbero i pronti di domani.
        Un esempio per tutti: Baselli- Zappa-Belotti; erano giovani, ma quanto ci hanno messo per essere pronti?

        Quello che volevo dire è che la semina di oggi, va fatta sul raccolto di oggi, che è stata a sua volta la semina di ieri (ahahah chi ci capisce è bravo!!)

        E’ nella continuità dell’investimento che il sistema si può mantenere e originare positività.

        In soldoni, oggi hai già un gruppo “interessante”; manteniamo alto il lavoro di prospettiva e affianchiamo sempre un giovane a uno esperto.
        Poi bisogna essere ovviamente ESPERTI DI GIOVANI per scegliere quelli giusti.
        Avere un pubblico che ASPETTA I GIOVANI; Un allenatore che sa trattare con i giovani.

        Con Petrachi mi sento già più sicuro… Sperando che la “nomea” di Mazzarri non si veritiera oppure che sia superabile

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