Martelli-Paolo
Un maledetto 12 Aprile del 1999, in un brutto incidente stadale perde la vita Paolo Martelli.Per lui una stagione in granata.

Gli angeli di Superga, il divino Gigi Meroni, la Farfalla, un dribbling dietro l’altro, un bel tipo non c’è che dire, di quelli che piacerebbero a ogni esteta del calcio: perchè lui un dandy lo era davvero. Il grande capitano Giorgio Ferrini, il tenace, il mastino, un ragazzo del Filadelfia che ha incarnato in tutto e per tutto il tremendismo granata, come i suoi gloriosi predecessori. Non si scopre nulla a fare questi nomi, faranno sempre notizia, perchè il loro spirito ha reso il tifoso del Toro quel che è, un uomo fiero e che non conosce piu’ sconfitte. Perchè che cos’è un 1 a 4 tra le mura di casa, quando hai già davvero perso per sempre un grande talento nel verde della sua primavera calcistica?

In questo macabro elenco granata, in pochi lo ricordano, ma c’è un altro giocatore che ha vestito la maglia granata e poi ha perso la vita, si tratta di Paolo Martelli, nulla a che vedere con il talento dei sopracitati, solo un onesto calciatore: professione terzino sinistro. Eppure molti tifosi del Toro lo ricorderanno eccome questo giocatore, piccolino, con le gambe corte, la pettinatura da medio-men, non una grande progressione, non tanta abilità a fare le diagonali, mancino naturale: insomma uno dei tanti calciatori senza infamia ne gloria che hanno militato come meteore al Toro. I suoi due campionati in granata sono stati niente di speciale, ma se chiamato in causa non tirava indietro la gamba, poi bè, le aveva piu’ corte degli altri, quindi se lo saltavano allegramente.  Insomma uno di quelli che quando lo vedevi fare una castroneria, gli gridavi: fai quello tutto il giorno perdiana( le parolacce in curva hanno ovviamente altro colore e tenore).

Ma il destino regala quasi sempre un giorno di gloria, anche se la tua esistenza è contrassegnata dall’anonimato. Per Martelli quel giorno si chiamava Toro Genoa, era un grifone in difficoltà tanto quanto noi, per capirci quello che in attacco annoverava Marco ‘la foca’ Nappi. Il Genoa era arrivato a Torino assetato di punti e se n’era andato subito in vantaggio, poi troviamo il pareggio nel secondo tempo, ma in dieci minuti i rossoblu ce ne fanno altri due in contropiede. Poco prima del 90esimo insacchiamo il 2 a 3. E quando sei due a tre in casa, con la squadra che attacca sotto la Maratona si scatena la bolgia, desideri quel gol che ti porterebbe alla rimonta come l’acqua in mezzo al deserto. Martelli, perbacco, il gol del 3 a 3 lo fece Martelli e che gol. Calcio d’angolo per noi in forcing, qualcuno la butta in mezzo, ma un difensore la caccia fuori e che dio mi fulmini se non è vero, Martelli, che era placido sulla linea del centrocampo ad aspettare le eventuali ripartenze genoane( quelli piccoli aspettano sempre nella mediana), si accorge che la palla arriva dalle sue parti, a campanile.

Se vivi nella mediocrità e sei uno dei tanti che eseguono ligi i compitini, ti limiti a non strafare che rischi brutte figure. Eppure Martelli decide di provarci, collo pieno da quasi quaranta metri, parabola divina che si infila sotto il sette. Tutto cio’ al 96esimo, con gli avversari che non fanno altro che guardare il fischietto dell’arbitro, con le natiche strette e i polmoni che regalano energie inaspettate, uno di quei gol che fanno letteralmente venire giu’ lo stadio. Dopo l’inferno in Maratona, quei sani grovigli umani fatti di grida e vene sul collo che diventano radici di querce secolari, tutti ci si si guarda stupiti: l’ha fatto Martelli, incredibile. Dopo quella licenza poetica, Martelli torno’ nel suo guscio.
Perde la vita giovanissimo in un incidente stradale del 12 Aprile del 1999, un triste destino che accomuna molti calciatori del Toro nella storia.

Certo nessuno metterà la sua gigantografia sui distinti come accade con Meroni e Ferrini, ci ha pensato però il Cesena a ritirare la sua maglia, fatto sta che anche lui se n’è andato, e una piccola celebrazione, con quel gol meraviglia, se la meritava.

Stadio Delle Alpi – 8 dicembre 1996

TORINO – GENOA 1893 3-3 (1-1)
Torino:
Casazza, Longo, Cevoli, Cravero, Martelli, Sommese (all’85’ Lombardini), Cristallini, Scarchilli, Fiorin, Florijancic (al 78′ Ferrante), Cammarata (al 69′ Ipoua). A disposizione: Santarelli, Geraldi, Mercuri, Cinetti. All.: Sandreani.
Genoa 1893: Ielpo, Ruotolo, Giampietro, Torrente, Centofanti, Morello (al 71′ Scazzola), Rutzittu, Cavallo, Masolini, Goossens (al 43′ Nicola), Beghetto (al 55′ Nappi). A disposizione: Pastine, Francesconi, Ricchiuti, Lassiter. All.: Perotti.
Arbitro: Bonfrisco di Monza.
Reti: Beghetto 19′ (G), Scarchilli 20′ rig. (T), Nappi 60′ (G), Fiorin 68′ (T), Aut.Cevoli 77′ (G), Martelli 91′ (T)
Spettatori: 14.311 di cui 8.146 abbonati e 6.165 paganti per un incasso di 158.230.000 lire.
Note: Ammoniti Ruotolo, Centofanti e Rutzittu. Espulso al 35′ Cavallo, all85′ Cristallini per doppia ammonizione.