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Limitare ad un numero stabilito i prestiti comporterebbe quasi inevitabilmente l’avvento in Italia delle squadre B

Qualche anno fa è scomparsa, dopo anni di discussione, la pratica delle compartecipazioni, tanto cara all’inizio della gestione di Urbano Cairo, una decisione che probabilmente ha aiutato la formazione granata a poter disporre, oggi, di una squadra quasi interamente di proprietà. E’ ora oggetto di analisi anche la possibilità di rimuovere un’altra pratica di mercato, questa volta estremamente comune a tutti, quella del prestito. Non si vuole escludere totalmente, sarebbe impossibile con la grande quantità di calciatori provenienti dal vivaio, ma limitarlo ad un numero stabilito. La futura scelta dell’Uefa e della Fifa in comune accordo obbligherà alcuni campionati, tra cui quello italiano, all’introduzione delle cosiddette squadre B, non necessariamente legate singolarmente ad una sola squadra, ma anche rilevando club già esistenti tra più società (come accaduto, in passato, con il Palermo, anche se per motivazioni differenti). E’ inoltre al vaglio la possibilità di introdurre stabilmente il diritto di recompra che ovvierebbe alcuni inconvenienti legati alla necessità di dover cedere alcuni calciatori. Un cambiamento, quello dell’addio all’eccesso di prestiti, che potrebbe rivoluzionare non poco il calcio nostrano.