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Limitare ad un numero stabilito i prestiti comporterebbe quasi inevitabilmente l’avvento in Italia delle squadre B

Qualche anno fa è scomparsa, dopo anni di discussione, la pratica delle compartecipazioni, tanto cara all’inizio della gestione di Urbano Cairo, una decisione che probabilmente ha aiutato la formazione granata a poter disporre, oggi, di una squadra quasi interamente di proprietà. E’ ora oggetto di analisi anche la possibilità di rimuovere un’altra pratica di mercato, questa volta estremamente comune a tutti, quella del prestito. Non si vuole escludere totalmente, sarebbe impossibile con la grande quantità di calciatori provenienti dal vivaio, ma limitarlo ad un numero stabilito. La futura scelta dell’Uefa e della Fifa in comune accordo obbligherà alcuni campionati, tra cui quello italiano, all’introduzione delle cosiddette squadre B, non necessariamente legate singolarmente ad una sola squadra, ma anche rilevando club già esistenti tra più società (come accaduto, in passato, con il Palermo, anche se per motivazioni differenti). E’ inoltre al vaglio la possibilità di introdurre stabilmente il diritto di recompra che ovvierebbe alcuni inconvenienti legati alla necessità di dover cedere alcuni calciatori. Un cambiamento, quello dell’addio all’eccesso di prestiti, che potrebbe rivoluzionare non poco il calcio nostrano.

Comments

  1. io avrei vietato il prestito nelle squadre di serie A,mentre avrei lasciato il prestito libero nella serie B e lega pro,se si vieta completamente il prestito ,per i giovani diventa dura crescere,solo le grandi società hanno i soldi per poter acquistare

  2. La trovo invece un’idea buonissima, sarebbe ora di utilizzare le squadre B o reintrodurre il campionato riserve, con i giovani che impiegati insieme a gente più grande hanno la possibilità di crescere in casa senza andare in giro per l’Italia non sapendo dove capiti e il più delle volte perdendoti perché non vieni preso in considerazione essendo un prestito. Non è detto che chi emerge era destinato a farlo e non è detto che chi rimane nel limbo sia scarso e non abbia le possibilità di imporsi ad alti livelli. Nelle squadre B, che ci sono in tutto il mondo tranne che in Italia, i giocatori verrebbero valorizzati tutti nel limite del possibile.

    1. Prima di togliere i prestiti bisogna però “permettere” la creazione delle squadre B. Intendo proprio cronologicamente.
      Scrivo ciò perché finora c’è stato molto ostracismo sulla questione.
      Non vorrei che si rimanesse senza l’uno e l’altro…

  3. Credo che la formula del prestito (magari con premio di valorizzazione per le “piccole” che si prestano) sia un buon viatico per il settore giovanile.
    Certo, vanno limitati gli eccessi: Adesso si vorrebbe…ZERO
    Fino ad oggi, ne sono stati permessi … 41! Ogni riferimento alla “gazza ladra bianconera” NON è puramente casuale

  4. Non mi sembra una buona idea, salvo che non ci sia una clausola che consenta ai giovani di andare a “farsi le ossa”.

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