Polster-Gritti

Tanti auguri di Buon Compleanno a Anton “Toni” Polster che compie oggi 53 anni. Ex centravanti austriaco, ha giocato per una stagione nel Torino, nel 1987-’88. Per lui 40 presenze e 14 reti in maglia granata.

Nell’estate dell’87, finalmente, anche il calcio italiano si accorge di questo goleador dall’aria scapigliata da rock-star; ad aggiudicarselo è il Torino allenato da Gigi Radice, uno abituato a tenere i granata in alta quota, avendoli già portati al titolo undici anni prima. Polster è subito devastante, complice anche un gioco a lui funzionale.

Ritmo, corsa, verticalizzazioni, inserimenti sono le pre-condizioni su cui Polster ha costruito la propria fama di goleador; persino le solide difese italiane – le migliori del mondo in quel periodo – ne rimangono inizialmente spiazzate. Il gran galà dell’attaccante austriaco si consuma già alla seconda giornata di campionato, la prima al Comunale: 20 settembre 1987, Torino-Sampdoria 4-1 Doppelback per l’occasione ne fa tre.

Chissà se a Genova, sponda blucerchiata, qualcuno l’ha mai sentito cantare in qualità di front man del gruppo pop austriaco Achtung Liebe. E chissà se lo ricordano, quel giorno da incubo nel quale l’allora centravanti del Toro Toni Polster riuscì nell’impresa di realizzare una tripletta ai danni della Sampdoria. Che, fra l’altro, è un exploit non banale, al di là dell’esito della partita, trionfale per i granata con un 4-1 più che rotondo. Perché il bomber che avrebbe dovuto proseguire, rafforzare, rinverdire la fama del connazionale Walter Schachner, non andò oltre 9 reti nel suo primo e unico campionato trascorso in Italia. Il che, fatti semplici conti, significa che ai genovesi ha realizzato un terzo del suo bottino complessivo: più che una statistica o una curiosità, si può parlare di beffa o di incubo per chi l’ha subita.

Ma la giornata incredibile di Toni Polster non apparve tale al pubblico dell’allora Comunale. In patria, infatti, il bomber era un’autentica macchina da gol, capace d’inserirsi addirittura nei posti di vertice della Scarpa d’Oro, la certificazione di bomber di primissimo livello sul continente europeo. E anche verificando ciò che farà in seguito, oltre al suo percorso in nazionale, l’austriaco non ha mai tenuto una media realizzativa bassa, a eccezione del finale di carriera nel Salisburgo. Se poi si aggiunge che quel 4-1 rifilato alla Sampdoria (di Ezio Rossi e Gianluca Vialli gli altri gol della domenica) arrivava dopo la rete all’esordio ad Avellino ed era la prima gara di campionato davanti alla Curva Maratona, c’è da considerare l’evento qualcosa di realmente memorabile. Chi c’era lo ricorda.

Eccola la tripletta. Primo gol da “affamato”, come si direbbe oggi. Toni Polster va a calciare una punizione di sinistro. Barriera nutrita, tiro che va a sbattere sul muro sampdoriano, si origina una mischia e Toni si butta in mezzo e la risolve centrando la porta. Tifosi in delirio, sono trascorsi appena 6 minuti. Secondo tempo: sul risultato di 2-0, Polster viene lanciato in profondità. Entra in area sulla destra, ha davanti Vierchowod (non proprio un ostacolo facile), prova a superarlo, la palla carambola e nuovamente si dimostra lesto di riflessi precedendo l’avversario con un tiro a giro imparabile. Il copione si ripete su un altro contropiede. E, anche in questo caso, lo zar blucerchiato è costretto alla resa: sul piano fisico Toni Polster dimostra di avere una marcia in più, sfugge al tentativo di trattenuta ed è lui a spostare il diretto controllore prima di battere Bistazzoni con una conclusione rasoterra.

Sette gol nelle prime dieci partite e un Torino che per buona parte del campionato assapora i piani altissimi della classifica; poi un crollo improvviso, di gol ne arrivano solamente altri due (comunque capocannoniere della squadra) e i granata restano fuori dalle coppe europee. Polster lascia troppo prematuramente il Toro e l’Italia e approda in Spagna.

Tanti auguri Toni !