Granata-da-legare
Settimana che porta al Derby, anche il granata da legare Massimo Gramellini è bello carico

Ecco il consueto “Granata da legare” di Massimo Gramellini pubblicato nell’edizione odierna del Corriere di Torino. Come previsto anche per il Massimo Granata è iniziata la settimana di passione pre-Derby. E allora Massimo già in tensione come noi elenca una serie di punti per sopravvivere all’ansia di una partita che poi una semplice partita non è. E conclude facendo riferimento all’indimenticabile allenatore Nereo Rocco che interpellato prima di un Derby, alla domanda che vinca il migliore, lui rispose : «Sperem de no».

Ecco il Granata da legare di questa settimana :

Breve elenco di istruzioni inutili per sopravvivere alla settimana del derby.

1. Appena svegli, ripetete davanti allo specchio: «Il derby è una partita come tutte le altre», sforzandovi di non ridere.

2. Non siate troppo scaramantici. Se all’ultimo derby vinto indossavate delle mutande granata che nel frattempo si sono consumate, riducendosi a uno straccio, non è il caso di rimettervele, come farò io.

3. Non esagerate con le scorpacciate nostalgiche su Youtube. Se proprio sentite il bisogno di ricordarvi che c’è stato un tempo in cui le suonavamo frequentemente ai pigiami, concentratevi su un’unica immagine in grado di portarvi in uno stato di estasi simile all’illuminazione divina. La mia preferita è il pallonetto di Pupi a Zoff da 35 (trentacinque) metri. Ma il gol in sforbiciata di Torrisi, o il colpo di testa di Serena all’ultimo secondo su corner chirurgico di Junior, vanno altrettanto bene. Per i cultori del sadomaso suggerisco il rigore sparato nell’iperspazio da Salas, dopo che Maspero ebbe scavato la rampa di lancio. Se invece preferite curare la tensione pre-derby con l’ipnosi, consiglio un Toro-Juve dell’era Ventura in cui ci furono trentadue passaggi laterali tra Glik, Maksimovic e Moretti in una sola azione. Li contano persino le pecore per addormentarsi.

4. Quando vi prende un momento di panico, pensate che non abbiamo più Sbruffonovic in panchina. Non potrà mai succedere, nemmeno negli incubi, che Mazzarri ordini tre cambi in contemporanea, come capitò l’anno scorso al «Grande Torino» per la felicità di Higuain, che, mentre i nostri cercavano ancora di raccapezzarsi con le marcature, fu liberissimo di farci gol. Stavolta il problema non è chi marcherà Higuain. Semmai chi marcherà l’arbitro.

5. Siate gentili con i pigiami. Non prendete esempio da me. Ieri una signora mi ha mostrato i suoi nuovi orecchini, uno bianco e l’altro nero, e mi ha chiesto: «Da che cosa capisci che sono della Juve?». Le ho risposto: «Sono rubati?»

6. Difendete il sacro diritto allo sfottò dalle smanie del politicamente corretto e dalla follia degli invasati. La goduria di un derby è il piacere di prendere e prendersi in giro.

7. Andate a dormire con lo slogan portafortuna dell’immenso Nereo Rocco, che allenò anche il Toro. Quando, alla vigilia di un derby, qualcuno gli augurò: «Che vinca il migliore», lui rispose: «Sperem de no».