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L’ultima vittoria casalinga del Torino contro l’Udinese nella stagione 2014/2015

Domenica pomeriggio lo stadio Grande Torino sarà teatro della sfida fra il Toro di Walter Mazzarri e il rinvigorito Udinese di Massimo Oddo. Match molto interessante e per nulla semplice fra due compagini attualmente a pari punti in classifica ed entrambe in lizza per un posto in Europa.
La squadra friulana partita in sordina sotto la guida tecnica di Del Neri ha poi ritrovato nuova linfa con l’arrivo di Massimo Oddo.

Nella scorsa stagione fini 2-2 con il Toro in formato rimonta. Infatti al doppio vantaggio bianconero messo a segno da Jankto e Perica, arrivarono poi i provvidenziali gol di Moretti e Belotti.
Nella stagione 2015/2016 invece non andò affatto bene, infatti i granata allenati da Giampiero Ventura persero per 1-0. Il gol vittoria di Perica.
Il Torino non vince in casa contro l’Udinese dalla stagione 2015/2016, in quella occasione i granata si imposero per 1-0 grazie al gol nesso a segno da Fabio Quagliarella.

E con questa ultima vittoria riviviamo le emozioni di quel match con il nostro REWIND GRANATA

STADIO GRANDE TORINO – 19.10.2014 – ORE 15:00

La prima vittoria interna dei granata coincide con l’allergia dell’Udinese – rivelazione di questo avvio stagionale – ai viaggi in Piemonte. Evidentemente Stramaccioni non ama la bagna cauda… Scherzi a parte il risultato non fa una piega: vince chi ci mette più ardore, anche se Ventura non ha dai suoi il colpo del ko. E Udine, sia pure dominata dopo l’iniziale equilibrio, ottiene cinicamente il colpo del pareggio ma lo fallisce.  Nel calcio di oggi che regala toni iperbolici a gesti tecnici normalissimi, il primo tempo all’Olimpico è “dimenticabile”. Il rispetto tra le squadre comporta dieci giocatori su undici dietro la linea del pallone quando il possesso palla è altrui. Ventura senza Darmian, Glik ed El Kaddouri cambia tattica, schierando Bruno Peres esterno di destra e arretrando Molinaro, Jansson non fa rimpiangere il corazziere polacco.

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Stramaccioni rinuncia all’acciaccato Kone e fa respirare Badu; il debuttante Evangelista fa… il brasiliano, vivace in proposizione, distratto in chiusura. L’equilibrio allora si ha sacrificando le fasi di partecipazione al gioco d’attacco degli esterni. Se i ritmi non vengono sollecitati, quindi, ne scaturisce ovviamente un bel po’ di contrasti centrali e tanti duelli individuali che, di solito, premiano la difesa. Non una parata degna di nota in 45 minuti, c’è però un palo colpito da Vives che si mette in proprio, infilandosi in area per tirare di punta, in anticipo, e sfiorare il bersaglio grosso. Amauri ha un paio di palloni interessanti in avvio ma spara sui difensori come fossero sagome di un tiro a segno da luna park. Quagliarella è altruista e a noi piace più egoista. Sul lato opposto, Di Natale ha pochi palloni giocabili, ci prova Thereau – vivace – a movimentare le repliche. Ma Gillet fa lo spettatore non pagante, anche sulla migliore delle occasioni ospiti, un colpo di testa di Thereau su azione d’angolo, con la sfera che sfiora il palo lontano. Il primo tempo è tutto qui, un cortometraggio in bianco e nero.

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Il technicolor lo mette, evidentemente, Ventura nel riposo. Nella ripresa, infatti, se l’Udinese mantiene lo stesso atteggiamento, cambia notevolmente la squadra granata. In meglio: nell’atteggiamento e nel ritmo. Udine viene messa alle corde, in varie occasioni: sui lati Molinaro e Bruno Peres impongono il cambio di passo, in mezzo domina con personalità Vives e trascina con sé Benassi, che tanto alle chiusure pensa Gazzi. Davanti a Karnezis si creano molte ammucchiate, manca il colpo decisivo, ma l’ospite è spesso in affanno, il gioco aereo è un tallone d’Achille. Al 10′ c’è la prova decisiva del gol, con Amauri che sale in cielo e schiaccia di testa verso l’angolino, ma Allan attutisce col corpo e Karnezis arriva a prenderla sulla linea. E’ un campanello d’allarme, ma Udine non lo sente. Rimane pericolosamente schiacciata indietro. Centoventi secondi dopo, così, arriva il gol. Molinaro va al solito traversone, c’è una sponda aerea del tuttofare Vives e Quagliarella trova il colpo di testa che infila, con uno spiovente, il portiere greco.

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Sì, ora la trama del match si è fatta avvincente. L’Udinese prova a reagire, l’occasione migliore capita sui piedi di Thereau, molto più vivace del grande Totò. La sponda aerea dell’intelligente Bruno Fernandes, al 27′, offre al francese un tiro al volo ideale sul dischetto del rigore. Thereau però ha il torto… di colpirla troppo bene, il tiro finisce alto. Il Toro torna poi a spingere sull’acceleratore, c’è Bruno Peres che domina la scena nella ripartenze e Moretti che oltre a chiudere si propone con piglio e personalità. In pratica va più vicino al raddoppio il Toro piuttosto che l’Udinese al pareggio.

TORINO – UDINESE 1-0 (0-0)
Torino
: Gillet, Bovo, Jansson, Moretti, Bruno Peres, Benassi (al 59′ Sanchez Mino), Gazzi (al 73′ Nocerino), Vives (all’80’ Perez), Molinaro, Quagliarella, Amauri.A disposizione: Padelli, Castellazzi, Maksimovic, Silva, Darmian, Martinez, Farnerud. All.: Ventura.
Udinese: Karnezis, Widmer, Heurtaux, Danilo, Pasquale, Evangelista (al 53′ Badu), Allan, Pinzi (al 71′ Guilherme), Fernandes, Thereau (all’81’ Muriel), Di Natale.A disposizione: Brkic, Meret, Bubnjic, Belmonte, Piris, Domizzi, Kone, Geljo, Hallberg. All.: Stramaccioni.
Arbitro: Russo di Napoli.
Reti: Quagliarella 62′.
Spettatori: 13.434 di cui 3.360 paganti per un incasso di 72.215 euro e 10.074 abbonati per una quota partita di 124.428 euro.
Note: Giornata di sole e caldo, terreno in discrete condizioni. Ammoniti Molinaro, Heurtaux, Benassi, Allan e Perez tutti per gioco scorretto. Calci d’angolo 8-5 per il Torino, recupero 0′ pt, 5′ st. Prima vittoria interna stagionale in campionato per il Torino. In panchina, nel Torino, si rivede Farnerud dopo l’operazione ai legamenti e la lunga convalescenza. Prima presenza in campionato per Pontus Jansson, in luogo di Glik squalificato. Presenti all’Olimpico un centinaio di sostenitori dell’Udinese.