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Simone Verdi uomo mercato del momento. Il rammarico dei tifosi del Toro per non averci creduto

Simone Verdi è l’uomo mercato del momento. Ed oggi in particolare è il calciatore che ha fatto discutere per il suo clamoroso no ad un trasferimento nel Napoli.
Difficile dire cosa sarà frullato nella testa del giocatore di fronte ad un bivio importantissimo della sua carriera. Dire di no al Napoli, attuale capolista del campionato e fra le squadre più blasonate non solo del campionato italiano ma dell’intero panorama europeo. Il club partenopeo era disposto ad investire forte su di lui, una bella cifra da versare nelle casse del Bologna e un cospicuo aumento di stipendio per lui. Ma Simone ha detto no grazie sebbene lusingato della proposta.
La motivazione ufficiale il desiderio di non lasciare il Bologna nel bel mezzo del campionato e la riconoscenza nei confronti di un club che ha creduto fortemente in lui e lo ha lanciato nel calcio che conta. Prima del Bologna Verdi è stato rimbalzato in diversi prestiti senza mai riuscire a lasciare il segno. Fra questi club c’è proprio il Torino. E oggi nei commenti sui social i tifosi granata si mangiano le mani.
Ma il calcio si sa, non è una scienza esatta e ci sono giocatori il cui livello di maturazione è imprevedibile. La mano del tecnico, le pressioni dell’ambiente, la continuità di rendimento.
Sul talento di Simone non c’è mai stata discussione: ambidestro, capace di calciare e segnare indistintamente di destro o di mancino, è oggi uno dei giocatori più in ascesa del nostro campionato, ma fino a quqlche stagione fa, nessuno era pronto a scommettere su di lui.

Simone Verdi è un talento cresciuto nelle giovanili del Milan, con la cui maglia ha debuttato tra i professionisti a 17 anni nel lontano 2010.
Poi, una lunga trafila in Italia (Torino, Juve Stabia, Empoli, Carpi), con la parentesi in Spagna all’Eibar, e infine l’approdo in Emilia Romagna dove sta trovando la sua definitiva consacrazione nel ruolo di attaccante esterno nel 4-3-3 disegnato da Donadoni.

Leonardo, ai tempi del Milan stravedeva per lui: veniva chiamato Verdinho, il soprannome gli fu attribuito perchè era capace di giocate magiche, come il suo idolo Ronaldinho. Giocate che a Bologna, stiamo ammirando anche in Serie A: il vagabondaggio gli è stato utile, Simone è diventato uomo e ha capito che per arrivare ad ottenere i risultati bisogna metterci tutto, la classe non basta. Spirito di sacrificio, abnegazione e tanta corsa, il Verdi che sta stupendo. Non solo, anche l’ex tecnico della Nazionale italiana, Giampiero Ventura nella sua seppur breve permanenza da CT ci ha fatto un pensierino convocandolo in azzurro dopo averlo allenato ai tempi del Torino. Ma in quel Torino che aveva la necessità di tornare prima nella massima serie e poi di restarci, Verdi era partito bene da potenziale titolare, ma poi un infortunio al polpaccio lo limitò per quasi tutta la prima stagione stagione granata in B e pure in quella successiva nella massima serie. Non ebbe modo di dimostrare all’ombra della Mole il suo talento anche per circostanze sfortunate. E nel calcio ci può stare può accadere, senza avere poi rammarichi.
Se consideriamo che l’Inter non ha creduto nel talento di Coutinho venduto nel 2013 al Liverpool per 13 milioni e oggi acquistato dal Barcellona per 160 milioni ….