prima-pagina
Riceviamo e pubblichiamo con piacere il commento dell’amico e fratello “Adrian”

Almeno una volta stavano zitti. Ora hanno l’ardire di rilanciare.

Il giornale sportivo  di riferimento bianconero apre la prima pagina con una domanda che personalmente ritengo oltreché inopportuna finanche provocatoria.

“Ma volete davvero parlare di arbitri?”

Come a dire in parole povere…..non vi vergognate di attaccare sempre la Juve?

E giù a sbattere la foto di Mertens con braccio largo e anch’esso meritevole di un penalty mai dato.  E’ come se tutta la storia spesso di favore nei loro confronti si possa sintetizzare con un errore di favore al concorrente di turno attuale. E’ inaudito l’atteggiamento, quand’anche patetico nella sua formulazione.

Ma certo che parliamo di arbitri caro lei! A 48 ore dai quarti di finale di Coppa Italia ci risulta che un certo Sig. Doveri sia stato sospeso per un errore grave che ha danneggiato la formazione del Torino. Con quale faccia tosta si vuole rilanciare una reazione di mezza Italia calcio fila di fronte a scelte che hanno penalizzato la formazione del Cagliari? Molta ce ne vuole, dico io.

Ma nell’ottica di un analisi più completa non passa in second’ordine la punizione per un fallo non fischiato e che col prosieguo permesso ha portato la squadra bianconera a segnare il goal ai rossoblù.  Quindi si farebbe meglio a star zitti piuttosto che irretirsi come una “vecchia madama”.

Tutto qui lo stile Juve? Oppure l’oramai lontano ricordo dell’Avvocato giustifica atteggiamenti non più in linea con il proverbiale “savoir faire”?

Ma non vado oltre perché sarebbero tanti gli episodi da elencare nel corso della storia calcistica di madama. La mia età permette un vissuto e non una lettura monca e incompleta. Ma forse è proprio questa consapevolezza che spinge a difendere l’indifendibile e a cercare di ribaltare una realtà che è sotto gli occhi di tutti.

  • ProvincialismoUrbano

    e c’è tantla gente che tifa giufendus affascinata da tale ‘strapotere’

  • tric

    Necessitano arbitri stranieri!

  • Unere

    Ovviamente hanno delle penne (oddio, diciamo delle pennucce, diciamo meglio delle mezze cartucce come Guido Vaciago) che, prezzolate o no, intimamente gobbe o no, si spendono a spada tratta per l’onore di quei 10 e subia milioni di gobbi in giro per l’Italia. Che poi il 70-80% di loro non si scompone per nulla di fronte al latrocinio, anzi ne va fiero, come nella media della popolazione italiana d’altronde. Quindi costoro scrivono per lenire il senso di colpa ed il senso di inadeguatezza di quel 20% di tifosi che un pochino si vergogna di quei continui favoritismi arbitrali. La manovra è questa : separare nettamente i due episodi, parlando o del primo o del secondo, per far dimenticare ciò che li unisce in maniera inequivoca: sono avvenuti ad appena tre (3) giorni di distanza l’uno dall’altra, sono entrambi enormi, grotteschi, per le dimensioni dell’errore, per la grossolanità dell’atteggiamento arbitrale. Quindi, per controbattere a questi repellenti individui cui qualcuno, con molto ardire, ha messo una tastiera in mano: i due episodi non vanno disgiunti, sono intimamente collegati e dimostrano la totale compiacenza della classe arbitrale verso la Juventus. Qui non si tratta di sudditanza, di disattenzione o di scarsa preparazione del singolo arbitro : qui si tratta di precisa volontà della classe arbitrale di aiutare in maniera concreta, molto concreta, la Juventus ogni qualvolta attraversi un momento di difficoltà. Non inganni la modestissima prova del Toro nel derby di Coppa: giocavamo male ma tenevamo il punto, era evidente che se nei successivi 5, massimo 10 minuti, non fosse arrivato il raddoppio, la partita avrebbe cambiato senso: la Juve stanca, soddisfatta, sicura della propria superiorità, avrebbe cominciato a rinculare, a chiudersi, a speculare sul vantaggio minimo. Il Toro si sarebbe scrollato di dosso le paure e, perso per perso, avrebbe cominciato a premere, a spingere, a cercare il colpo fortunato, o magari il colpo di bravura, per trascinare la gara ai 120 minuti. Ci sarebbe riuscito? Non lo so, ma nessuno può escluderlo e comunque non è questo il punto. Il punto è che la Juve avrebbe giocato venti minuti in affanno, chiusa nella propria ridotta, a subire il mediocre pressing granata ed a speculare su rare e difficilmente fortunate ripartenze. “E’ possibile concedere una cosa del genere ai cuginetti scemi, ai cuginetti inferiori, nel sacrario dell’Allianz Arena, di fronte al pubblico amico? E’ quella stessa squadra casualmente concittadina che in sette derby degli ultimi dieci abbiamo allegramente derubato senza che questi dicessero bè? Allora lo si può fare anche un’ottava volta e di nuovo non succederà niente.” Hanno avuto ragione, a parte una leggerissima ramanzina all’arbitro schierato di quella gara. Ramanzina inutile e anche ridicola : sapevamo tutti da prima che quell’arbitro era schierato, era del tutto imprudente designarlo. Ma tant’è.
    Della gara di Cagliari non c’è neanche bisogno di parlare: la Juve rischiava seriamente di lasciare due punti per strada, anzi è quasi certo che li avrebbe lasciati, il soprassedere arbitrale sul fallo di mani di Bernardeschi non avrebbe potuto essere più salvifico per i gobbi.

    Quindi il venire in soccorso degli arbitri alle sorti della Juve è sempre uguale, non è in nulla diverso da ciò che facevano prima del Var (o della Var, bisognerebbe decidersi a definirlo maschile o femminile, e sarebbe anche ora). E’ una classe arbitrale che non è compiacente, o amica, o poco preparata: è semplicemente corrotta, e bsogna imparare a chiamare le cose col proprio nome, col loro vero nome.

    Molto ansiose, invece, quasi affannate, le difese d’ufficio dei giornalisti filo-juve: stanno diventando aridi, stupidi, ripetitivi, privi di qualsiasi capacità argomentativa.
    Argomentare per stenderli senza possibilità di replica, in questa occasione, è davvero un giochetto da ragazzi.