L’amarezza della Lazio è tutta nelle parole di Igli Tare a fine gara: “ Ci sentiamo danneggiati. Siamo arrivati fino a questo punto della stagione giocando bene e meritando i punti che abbiamo fatto e per questo vogliamo essere padroni del nostro destino, senza che altri influenzino il risultato. Stasera è stato uno scandalo”. Il dirigente della Lazio è certo che quel doppio errore alla fine del primo tempo abbia condizionato il resto della gara: “Dobbiamo provare a stare calmi, anche se in un momento del genere è difficile. Vogliamo rispetto, vogliamo raggiungere degli obiettivi importanti. Ormai questi errori sono un’abitudine, questo non è possibile. Detto questo, però, il Toro per quello che ha fatto soprattutto nel secondo tempo ha anche meritato di vincere. Non ce l’abbiamo con loro ma con l’arbitro”. E poi svela un retroscena: “Burdisso ha detto a Giacomelli che non era stato toccato, l’hanno confermato tutti gli altri giocatori. Non voglio mancare di rispetto agli arbitri, ma vanno aiutati. Non chiediamo favori, solo equità”.

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  1. Il regolamento del gioco del calcio inserisce nella regola 12 (falli e scorrettezze), i “falli di mano e la loro volontarietà”. Il regolamento afferma che se un calciatore “tocca volontariamente il pallone con le mani (ad eccezione del portiere nella propria area di rigore)” l’arbitro deve accordare un calcio di punizione diretto. Le linee guida per gli arbitri, che sono parte integrante del regolamento, dicono che “Il fallo di mano implica un contatto volontario tra il pallone e la mano o il braccio di un calciatore”. Per stabilire la volontarietà, l’arbitro deve prendere in considerazione i seguenti criteri: 1-il movimento della mano in direzione del pallone (non del pallone in direzione della mano); 2-la distanza tra l’avversario e il pallone (pallone inaspettato). Lo scandalo sarebbe stata, quindi, la concessione del rigore. Quel che ha detto Burdisso è irrilevante, la scena è più che sufficiente per configurare un comportamento antisportivo ingiustificato.

      1. Non sono d’accordo, Luca, non sarebbe stato rigore nemmeno a maglie invertite. Erano talmente vicino che i piedi di Ciro e quelli si Jago quasi si toccavano.

    1. negli anni si è creata una distorsione (fermo restando che a maglie invertite avremmo gridato tutti allo scandalo). Il punto è che “allargare” la propria superfice di opposizione alla palla, si interpreta come volontarietà. Da qui, ogni braccio penzoloni viene puntualmente sanzionato. Il punto è trovare omogeneità.

  2. burdisdo è un signore, ma non serviva che venisse toccto, basta e avanza il comportamento intimidatorio da tamarro

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