Torino-Gelo
Il consueto pensiero settimanale del nostro redattore Beppe Bruno

E’ tornato il gelo su Torino, non solo in senso meteorologico, ma anche per il freddo glaciale su tutto l’ambiente granata. Sabato sera è andata in scena l’ennesima prova opaca del Torino di Mihajlovic il quale, stando alle ultime notizie, è nuovamente a rischio esonero. Dopo la famosa debacle di Firenze il Torino non ha più perso, tuttavia ha portato a casa una sola vittoria contro il Cagliari e quattro pareggi consecutivi. Salvando il primo contro l’Inter, arrivato con una bella prestazione dei granata, lo stesso non si può dire dei restanti contro Chievo, Milan e Atalanta. In casa contro i veneti non è stata una buona prova, a prescindere dal rigore fallito da Belotti, che avrebbe dato (forse) la vittoria. A Milano, di fronte ai rossoneri in piena crisi, si poteva certamente fare di più, ringraziando Sirigu per le parate decisive che hanno evitato la sconfitta. Contro i bergamaschi si è visto qualcosina solo nel primo tempo, poi è bastata una mossa di Gasperini per mandare in crisi gli undici di Mihajlovic, con l’inserimento di Ilicic nella ripresa. Questo dimostra ancora una volta (purtroppo) la scarsa capacità di Sinisa nel saper leggere le partite, sia prima che a gara in corso. Anche se il gol del pareggio è frutto di un errore di Barreca, per tutto il resto della ripresa il Toro non è stato in grado di costruire gioco e di rendersi pericoloso, quando il tempo per rimettere in piedi la gara c’era eccome. I giocatori di Gasperini arrivavano sempre primi su tutti i palloni, mentre era una rarità vedere tre passaggi di fila da parte nostra.

Sicuramente si sono visti notevoli miglioramenti in fase difensiva nelle ultime gare, la fase offensiva invece ha subito una triste involuzione. La realtà attuale parla di un Torino ancora incompleto e senza una vera identità. Cosa fare e dove intervenire? Diventa sempre più difficile rispondere a questa domanda, allora proviamo ad analizzare eventuali soluzioni:

INTERVENIRE SUL MERCATO:

A Parte un giocatore che possa sostituire Belotti come prima punta, vista la completa bocciatura di Sadiq, il resto è stato fatto su misura per Mihajlovic. Oltretutto, a differenza d’inizio stagione, Sinisa ora ha quasi tutti i giocatori a disposizione. L’unica tegola riguarda Ansaldi, uno dei migliori colpi del mercato estivo, che ha rimediato un problema muscolare proprio contro l’Atalanta. Probabilmente saranno fatte operazioni in uscita per chi ha trovato poco spazio, il resto è tutto un rebus.

CAMBIARE ALLENATORE:

Ammesso che Cairo abbia davvero intenzione di mandare via il tecnico serbo, quali possono essere delle valide possibilità per questa stagione? Il primo nome, che già è stato fatto un mese e mezzo fa, è quello di Walter Mazzarri. Il tecnico toscano ha sicuramente esperienza e capacità per allenare una squadra come il Toro, ma certo non è una soluzione a buon mercato. A parte il profilo economico, è sempre molto azzardato cambiare tecnico in piena stagione, si rischia di vanificare il lavoro positivo fatto in un anno e mezzo da Mihajlovic. Altri nomi se ne possono fare, come Guidolin ad esempio, ma il concetto essenziale è sempre lo stesso.

(RI)CAMBIARE MODULO:

Dal 4-2-3-1 d’inizio stagione, si è ritornati al 4-3-3 della scorsa stagione, ma non si sono visti grandi miglioramenti. Premesso che la difesa subisce di meno, la domanda è se aspettare che il modulo attuale dia i suoi frutti anche in attacco, oppure ripartire dal “via”, col rischio concreto di mandare ancora più in confusione una squadra che già ne ha da vendere.

QUESTIONE PSICOLOGICA:

Intervenire (pesantemente) sulla testa dei giocatori. L’atteggiamento è sempre ciò che fa la differenza, a prescindere da qualsiasi modulo. Queste sono parole che arrivano da tutti gli allenatori e non solo. A oggi, non possiamo dire di aver visto un Toro con lo spirito tipico di chi veste questa maglia. Qualche volta, in maniera sporadica, probabilmente è anche venuta fuori maggiore efficacia, salvo poi dissolversi tutto nell’aria. Tutte le conferenze pre-partita sentiamo dire la stessa frase: “Domani voglio vedere il vero spirito Toro”. Per ora il piatto piange e la continuità non arriva. Il problema dell’atteggiamento lo può risolvere solo l’allenatore, ma anche la società può dare una mano attraverso i suoi dirigenti.

Ora però c’è un presente da guardare e si chiama Lazio. Nel posticipo di lunedì 11 dicembre, i granata saranno impegnati contro una delle squadre migliori di questo campionato, non un buon banco di prova al momento. Il peggio però arriverà nella gara successiva, quanto al Grande Torino arriverà il Napoli di Sarri. Visti i risultati dello scorso anno contro i partenopei, la speranza è che Mihajlovic sappia prendere le dovute contromisure stavolta…sempre che ci sia ancora lui sulla panchina granata quel giorno.

FVCG …. Beppe

Comments

  1. Tralasciando le crisi esistenziali del “solito”, che si pone nello stesso tempo “al di sopra” di tutti noi poveretti incompetenti… e al “di fuori” di una pacifica e serena discussione, trovo invece i vari punti di visti qui espressi, come interessanti.

    Luca (meglio di me…c’è da dire!), ma anche la redazione, puntualizzando, hanno espresso un’idea che condivido in pieno, e che probabilmente ho reso non completamente.
    Non credo che tutti i problemi “derivino” solo ed esclusivamente da una presenza: Miha!
    (Sebbene in % gliene restituisca…parecchie…, non voglio passare per ipocrita)
    Ma una cosa è certa; e credo che su questo siamo tutti d’accordo: I PROBLEMI TECNICI CI SONO e sono sotto gli occhi di tutti: Non c’è gioco, non si corre, non si vedono schemi e organizzazione… insomma chi guarda le partite del Toro…ammettiamolo…non si diverte. Nemmeno quando alcune partite le abbiamo pur vinte…
    Poi si guarda Samp-Lazio (Non Barcellona-Real… e nemmeno Napoli-Juve) e si notano differenze …ABISSALI. Ma aggiungo io, e l’ho scritto più volte: guardatevi la primavera del Toro e vedrete…UNA squadra (e non 11 giocatori con la stessa maglia…)

    Per tutto ciò, il DEMANDATO è L’ALLENATORE.
    Non Cairo… non Petrachi…non Comi… (che pure avranno le loro responsabilità… tipo l’incomprensibile operazione Sadiq…)

    Ovvio che, per chi ha questa idea, non vi possa essere che una soluzione.
    E’ nella conseguenza delle cose. E, lo scriviamo altre 100 volte perchè sia chiaro: NON ABBIAMO CERTEZZA di risoluzione di tutto. Ma l’immobilismo ora, ci sembrerebbe la soluzione peggiore.

  2. Non si può piacere a tutti. Degustibus. Ci sono tanti altri che scrivono di Toro, oppure “vomitano lagne”, sono chiavi di lettura personali.
    Beppe

  3. ottimo l’articolo, peccato che fa riferimento a 4 possibili soluzioni che vedono responsabilità di una figura in primis:l’allenatore!!!

    CAMBIARE L’ALLENATORE: protagonista per definizione
    INTERVENIRE SUL MERCATO: come a dire che le sue richieste estive erano sbagliate specialmente visto che si è dichiarato pubblicamente entusiaste delle operazioni concluse (detto questo la punta aggiuntiva e la gestione di Zappacosta a me sono rimaste sul gargarozzo, ma lui non se ne è accorto evidentemente…)
    RICAMBIARE MODULO: sempre di competenza dell’allenatore direi, e ricordo che giochiamo con Adem Iago Gallo e Baselli, non propriamente con una squadra priva di giocatori offensivi, o mi sbaglio?)
    QUESTIONE PSICOLOGICA: in effetti visto la carenza numerica dello staff io uno psicologo lo prenderei….MA PER L’ALLENATORE, che si dipinge come un grande riferimento per i suoi giocatori

    1. Hai centrato il nocciolo del discorso. Del resto nel calcio è sempre stato così….se i risultati non arrivano, le responsabilità cadono sempre sull’allenatore. Anche se il Mister non venisse esonerato, sta a lui trovare le soluzioni ai problemi che non portano le vittorie e l’atteggiamento giusto.

  4. Buongiorno marcello e tric. Lasciando perdere le colpe di uno o dell’altro, non era più semplice marcare Ilicic. All’antica per intenderci, un centrocampista che non ti molla un’ attimo. Platini’ disse di Fusi (che lo aveva annullato) “quando sono entrato nello spogliatoio pensavo di averlo ancora attaccato addosso”.

  5. MERCATO: “Sadiq a parte…il resto è stato fatto su misura per Mihajlovic…”

    L’anno scorso, una delle tante scuse messe in campo da Miha e dai suoi estimatori, era che molti giocatori, provenienti dalla passata gestione (Ventura) non erano adatti al gioco del nuovo mister.
    Quest’anno, ma anche in parte l’anno scorso, altroché (!!) si è fatto di tutto per accontentarlo (fatti anche dei…danni, a mio modesto parere); ma siamo sempre al BUIO COMPLETO.
    Di fronte ai vari fallimenti, ha cambiato + volte il modulo, sacrificando ora questo, ora quel giocatore… venduti…regalati…allontanati…. comprati… tutto a suo uso e beneficio.
    Dilapidando, a mio avviso, una buona fetta di quanto guadagnato con la precedente gestione.
    Dilapidando…cioè,.. un pezzetino di Toro!

    Le scuse stanno a zero (Sempre a mio modesto e criticabilissimo parere)

  6. ‘sto errore di Barreca, perfino con le foto che mostrano De Silvestri sull’altro lato alla stessa latitudine, è una scusa per l’allenatore, che non regge. Ilicic, poi, non era l’uomo che doveva essere marcato da Barreca e la posizione in cui era, semmai, riguardava Burdisso (che adesso è diventato sacro).

    1. Ciao tric!
      Lo sai…con Miha, SERVONO COME IL PANE i capri espiatori…
      Molinaro, Benassi, Gomis, Gustafson (che è nominato e fa danni persino quando è in panca…salvo poi dimostrare una settimana fa, di non essere poi così male…con 2 tocchi e 2 assist…) Sadiq… De Silvestri… Ljajic…e ora.. a chi tocca?
      Ah già…a Barreca!!

      Sia chiaro: Alcuni dei sopramenzionati hanno delle responsabilità; altri effettivamente non sono “qualificati” per gli obbiettivi che ci siamo posti
      MA QUANDO è UNA INTERA SQUADRA che non va… QUANDO CAMBIANDO ANCHE GLI UOMINI la situazione non cambia… allora non ci vuole troppa fantasia a vedere i problemi più gravi nel manico: MIHA! (NON gli unici problemi…sia chiaro; ma i più gravi)

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