Sono gli anni di indicazione presidenziale entro i quali cercare un confronto da vincere rispetto al passato. Il Presidente si è, forse, dialetticamente un po’ sbilanciato. L’ultimo ventennio (di cui gli ultimi 12 a guida Cairo) rappresenta, in effetti, un confronto, decisamente non impossibile. Visto che si snoda, tra rinascite e ricadute in serie B (ottenendo, come miglior risultato, “solo” un settimo posto) dalla velleitaria presidenza Vidulich a quella targata Cairo, passando dall’accoppiata Cimminelli/Romero. Con quest’ultimo nella veste di vera e propria calamità naturale per i colori granata, essendo, suo malgrado, rimasto coinvolto in due dei peggiori momenti della storia del Toro.

Dall’incidente in cui perse la vita Meroni al fallimento della Società. Molto più ambizioso il confronto con il ventennio precedente. Visto che, oltre alla media dei piazzamenti decisamente superiore a quella dell’ultimo, si registrano alcuni picchi di rilievo. In ben tre circostanze, infatti, i granata si sono piazzati al terzo posto (che oggi vorrebbe dire Champions): nel ‘77/’78, nel ‘79/’80 e nel ‘91/’92. Addirittura secondi, alle spalle solo del Verona, nella stagione ‘84/’85. Giusto per tacere delle due migliori stagioni del dopo Superga  (primo e secondo posto alla siderale quota 50 punti) che restano fuori dal quarantennio di un’inezia. Fare meglio significherebbe quantomeno assicurarsi la frequentazione del salotto buono d’Europa.

Ovvio come il Presidente si sia fatto prendere la mano dall’entusiasmo, ma va dato atto all’attuale dirigenza che, al netto delle “dolorose” cessioni di Benassi e Zappacosta, raramente il Torino si è presentato ai nastri di partenza con tale credibilità nella corsa verso la zona nobile della classifica. Intendiamoci, nessuno pensi che possa essere semplice. E d’altro canto, come spesso accaduto in questi anni, molto dipenderà dalla riuscita o meno di alcune scommesse. In particolare quella, fortissimamente sponsorizzata da Mihajlovic, su Niang. Per il quale Cairo ha, sia pur a fronte della cessione di Zappacosta, sbriciolato ogni record di spesa per quanto riguarda questa società. Proprio la sostituzione del terzino azzurro con Ansaldi rappresenta un’altra costosa (tra cartellino ed ingaggio) scommessa. Ed anche un certo qual rimpianto, alimentato ulteriormente dalla buona prestazione fornita dal ragazzo in nazionale.

I tifosi granata hanno un rapporto di odio/amore con la maglia azzurra. Sempre troppo frequentata da rappresentanti dell’altra sponda del Po e troppo poco da nostri atleti. Spesso perché quando uno degli eredi di Mazzola ci arriva, ineluttabilmente cambia casacca. Troppe volte è capitato di non potersi godere appieno il tifo per la propria nazionale (ad un Mondiale o ad un Europeo) perché il proprio beniamino era appena stato ceduto. Ormai avremmo dovuto farci il callo, ma tant’è… Nella speranza, quasi utopica, che in futuro possa succedere sempre meno, restiamo sul pezzo è concentriamoci sulla partita odierna.

Match apparentemente facile, assolutamente non decisivo (siamo solo alla terza), eppure in grado di dire molto sulle ambizioni di questo gruppo. Se si vuole arrivare in Europa o, per dirla con il presidente essere “tra” (la preposizione ci siamo permessi di aggiungerla noi) le migliori formazioni degli ultimi quarant’anni, partite come questa, con tutto il rispetto, vanno vinte. Senza se e senza ma.

FORZA TORO!

  • Sololamaglia

    Concordo in buona parte ma no, “assolutamente non decisivo” non esiste. Sarà perché ho un po’ l’ansia da esame (quasi ogni settimana mi dico: la prossima sarà la partita che ci dirà qualcosa di importante, ci farà capire quanto valiamo..). Non vorrei un domani trovarmi a rimpiangere e dire: ” Ah! Quei punti di Benevento!). Carpi docet. Quindi registriamo i meccanismi di gioco, affiniamo l’intesa e avanti a testa alta, da Toro!!!!

    • marcello

      Concordo!
      In serie A le partite te le devi guadagnare tutte. Giusto
      Le soprese sono sempre dietro l’angolo. OK
      Però so già che dopo che avrò letto le formazioni che entreranno in campo oggi, un eventuale pareggio non mi farebbe felice!
      Se vogliamo andare in Europa, di punti ne servono davvero tanti…